Nelle scorse settimane, in questo post ti ho parlato della paura della vicinanza e dell’intimità psicologica. Ti ho elencato alcune delle paure che ascolto più spesso e ti ho invitato a utilizzare questo timore come porta d’accesso per conoscere qualcosa di nuovo di te. Ma poi, come si traduce questa paura di realizzare una profonda connessione con l’altro?

Forse te ne sarai accorto, può accadere che finisci per vivere relazioni che hanno il sapore di un amore tormentato.

 

E cioè una di quelle relazioni che vivi sempre con un po’ di paura, in cui ti senti con il freno a mano tirato. Anche se non lo vuoi, certo.

Ma quello che ti procuri nelle tue relazioni parla di te, della tua storia e di quello che nel tempo hai imparato.

 

Ti presento 4 sfumature di amore tormentato. Per ognuna ti indico alcuni segnali da cui puoi accorgerti se ti ci sei impantanato, così puoi fare la classica prova “celò, celò, mi manca”, ok?

  1. Amore richiedente: te ne accorgi se vivi una relazione in cui temi sempre che l’altro, in virtù dell’affetto che prova per te, prima o poi, ti chieda qualcosa. E tu temi di sentirti obbligato/a verso di lui/lei. Quando vivi una relazione di coppia, ti senti sempre iper-responsabile per il tuo partner e per questo prima di coinvolgerti ci pensi due volte…perché ti spaventi di perdere la tua libertà.
  2. Amore incerto: in queste relazioni, tu non riesci mai a fidarti fino in fondo dell’amore dell’altro. Ti ha detto che ti ama e sei bellissimo/a? Tu pensi che in realtà non lo pensa davvero perché in fondo in fondo…cosa ci può trovare in te? E poi, chissà, potrebbe lasciarti presto quindi meglio non coinvolgersi troppo! In pratica, pensi che -se lasci avvicinare l’altro a te- ti ferirà;
  3. Amore vigile: in queste relazioni tu stai sempre all’erta, un po’ diffidente: temi che se l’altro si avvicina troppo finisce per controllare, cambiare qualcosa di te e tu perderai la tua identità;
  4. Amore soffocante: in queste relazioni temi fortemente che l’altro possa invadere te e i tuoi spazi.

 

Ti starai chiedendo:

ma perché finisco per avere sempre amori tormentati? Perché non trovo un altro genere di amore?

 

Perché in fondo cerchiamo l’amore che ha il spore delle cose che ci sono più familiari. La relazione di coppia soddisfa un importante bisogno di sicurezza e tocca aree di grande vulnerabilità…perché mai dovremmo aprirci ad esperienze che hanno il profumo e il sapore di cose molto estranee per noi?

Così, in questo tentativo di proteggerci dal pericolo del nuovo, ci garantiamo cose che hanno un sapore antico, quello della nostra storia, della nostra infanzia. Ma senza accorgercene eh! Come un automatismo ripetitivo dal quale non sappiamo sottrarci!

Può darsi infatti che uno di quei modi di stare in relazione negli amori tormentati che vivi adesso tu lo abbia “imparato” da una figura a te vicina che si è presa cura di te. Lo sai già che le relazioni che viviamo nella nostra storia diventano per noi dei modelli da imitare o evitare, vero? Ecco, per comodità, chiamerò questa figura “genitore” ma tu metti sotto questo nome tutte le figure significative che ritieni siano state importanti per la tua storia. Iniziamo a capire quali modelli possono essere stati la fonte della tua ispirazione:

  1. Un genitore “bisognoso”: uno di quelli che ha per qualche motivo anteposto i suoi bisogni a quelli di te bambino, uno di quelli che ha inviato dei messaggi d’amore che suonano all’incirca così: “ho bisogno che tu mi ami, per essere felice”, “aiutami”. Quel bambino ha imparato che “se faccio in modo che mamma sta bene, lei mi ama”, “se aiuto mamma, lei mi vuole bene“. Farà “il bravo bambino”, e si impegnerà per essere un ragazzo responsabile. E come adulto? può continuare ad offrire aiuto o sentirsi appesantito da questa possibilità!
  2. Un genitore respingente o presente in modo intermittente: uno di quelli che, senza volerlo ha minimizzato o ridicolizzato i bisogni di te bambino o che non ha saputo (o potuto) essere costante nell’offrire le sue attenzioni; quel figlio è rimasto qualche volta disorientato e ha vissuto alcune di queste esperienze come una miscela potente di amore e rifiuto;
  3. Un genitore controllante: può essere stata una presenza molto affettuosa, molto presente e anche un po’ controllante nel senso che ha speso tutte le sue energie affinché il figlio diventasse come desiderava. Risultato? il figlio ha dovuto probabilmente adoperarsi per avvicinarsi a questi desideri o ribellarsi;
  4. Un genitore invadente: questa è una presenza intrusiva, commenta e valuta, sistema e provvede sempre-a-tutto-di-continuo. Quel bimbo impara che viene costantemente monitorato, ammirato, ed è oggetto di interventi esterni.

A cosa ti serve mettere i riflettori su questo?

 

No, non di certo per dare la responsabilità ai tuoi genitori di quello che sei oggi. Ma per comprendere che quello che ti procuri è frutto ragionevole di quello che nel tempo hai imparato.

 

E la buona notizia è che si può sempre imparare qualcosa di nuovo. Quindi se oggi non ti sta più bene il tipo di relazioni che ti procuri, puoi imparare anche altri modi di stare in relazione, cosi da iniziare a scrivere una storia nuova. E sanare quelle ferite. Perché puoi amare anche senza tormentarti.

Ok, ti sei riconosciuto in una di queste sfumature d’amore? Dai, raccontamelo, sono tutta orecchi!

boxauthor

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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