Spesso ci riempiamo le giornate con una scorpacciata di attività, corriamo da un impegno e l’altro, siamo costantemente protesi a conquistare degli obiettivi e dei risultati che esideriamo per noi, e ci stressiamo perché abbiamo paura di non raggiungerli oppure perché li raggiungiamo.

Tu come affronti lo stress?

Quando senti la parola stress sicuramente la colleghi a quello che significa per te nella tua vita quotidiana, oppure ti rievoca una specifica esperienza. A volte, nel linguaggio comune, attribuiamo la responsabilità di quello che proviamo proprio con una situazione precisa: “il mio lavoro è stressante”, “quella persona mi stressa”. Ma se queste cose cambiassero tu ritroveresti serenità e relax? Forse sì, o forse no.

Se ci pensiamo bene non sono le cose in sé ad essere stressanti, ma siamo noi che rispondiamo in quel preciso momento, agitandoci e allertandoci di fronte a quella esperienza, che per noi significa qualcosa di importante, di atteso, che rappresenta il nostro valore.

Un’altra persona, di fronte allo stesso stimolo (al tuo stesso lavoro, o al tuo stesso collega), potrebbe reagire in modo completamente diverso.

Lo stress è una risposta del nostro organismo di fronte ad una data sfida che è superiore alle risorse che abbiamo (o percepiamo di avere) in  quel preciso momento. È una risposta adattiva, ci permette difronteggiare le sfide che viviamo.
Quindi lo stress è un elemento naturale della vita, è fisiologico – ci allertiamo per raggiungere qualcosa – e perciò è inevitabile.

Ma allora quando diventa un problema? Il problema nasce quando questa risposta di
allerta o fuga di fronte alle sfide della nostra quotidianità diventa cronica. Se i nostri modi di reagire alle pressioni e ai cambiamenti della vita sono inadeguati e sregolati, iniziamo ad accumulare nel nostro corpo stati di sovraeccitazione che alla lunga ci fanno male, provocando mancanza di entusiasmo, umore depresso, inerzia, oppure danneggiano la nostra produttività o la nostre salute fisica: ad esempio alcuni studi dimostrano che aumenta il rischio di malattie cardiache. Quelli che ti ho elencato sono tutti sintomi dello stress cronico.

Cosa fare allora?

Come sempre la prima cosa utile è allenarci ad accorgerci quando stiamo superando la
soglia, e ci stiamo avviando a far diventare quella risposta un vero e proprio stile di vita in cui domina la  reattività. E siccome quando siamo nel turbinio dello stress è difficile osservarci con calma, qui ti elenco alcune strategie inappropriate di rispondere alle situazioni stressanti. Se ti riconosci fermati un attimo a riflettere e valuta la possibilità di inserire nella tua giornata qualche momento di tregua, per respirare, tra un’attività e l’altra.

1) Negazione della tensione: “io teso? No no, sto bene” mentre il corpo è un fascio di nervi, procede velocemente, fa piu cose in contemporanea, dimentica quello che ha appena ascoltato e si accavallano pensieri diversi sulle cose che devi fare da li a poco. Non si può scaricare la tensione se non sei consapevole di essere teso e se non riesci a considerare che questa sensazione può diventare un problema.
2) è per lavoro: fare tante cose al lavoro, soprattutto se per te è una fonte di gratificazione può creare una certa dipendenza e assuefazione, come avviene con certe sostanze, sai? Se il tuo lavoro risucchia tutta la tua giornata costantemente, fermati a pensare: cosa succederebbe se mi fermassi? Di quali altri aspetti della mia vita poytrei occuparmi?
3) Tirarsi su con cibo, caffè, sigarette, alcol: a volte sono dei pretesti per regalarci una pausa. Il tempo di una sigaretta o di un caffè. Ma il nostro corpo ne ha davvero sempre bisogno? Cioè davvero hai fame in quel momento? Davvero la sigaretta rilassa? A volte con queste cose abbiamo imparato a trovare sollievo ad una sensazione vaga, ad un bisogno che non semrpe è collegato con il cibo o con la caffeina.

Ti riconosci in una di queste modalità di reazione alle situazioni stressanti? Mettile a fuoco! Ne hai una in cui ti rifugi più frequentemente? La prossima volta che ti trovi li a rifare quella cosa, e te ne accorgi, prova a spezzare quell’automatismo: c’è qualcosa che puoi fare di diverso? Prova!

Prenditi il tempo per osservarti e sperimentarti e se hai bisogno di un confronto piu specifico a quattr’occhi invece mi trovi qui, oppure guarda i miei percorsi individuali.

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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