Questo post è per te che spesso sei severo con te stesso e pensi di non essere mai abbastanza (bravo, intelligente, bello ecc…).

Quando ti senti così probabilmente finisci per pensare che gli altri siano sempre migliori di te e tu ti vedi piccolo piccolo dicendoti che non sarai in grado di realizzare ciò che vuoi, che è difficile, che per gli altri è più facile e che tu probabilmente non hai tutte tutte le carte in regola per riuscire.

Il risultato è che senti la paura di non farcela, di non essere all’altezza. Di trovarti di fronte a compiti troppo grandi, per cui pensi di non avere le capacità, di non saper fronteggiare tutte le eventualità che ti capiteranno (perché tu le hai già immaginate una ad una, le catastrofi e gli insuccessi!).

Se ti sei riconosciuto in questo quadretto ti invito a fermarti, fare una pausa e darti una tregua da questo circolo vizioso. Concediti qualche minuto per guardarti così come sei, adesso.

Con questo post, ti voglio suggerire tre cose che puoi tenere a mente per invertire questa tendenza e trovare la tua andatura, il tuo stile, indossando le scelte che ti rappresentano di più.

Tutte le volte che ti senti travolto da questo vortice, probabilmente sei in compagnia di qualche “critico”: fuori di te o dentro la tua testa.

Possono essere persone che ti stanno vicino che, pur mosse dalle migliori intenzioni, ti aiutano a vedere sempre quello che manca, cosa potresti fare di più, cosa potresti migliorare.

Oppure una vocina dentro di te che ti dice più o meno le stesse cose con l’obiettivo di ricordarti tutto quello che “devi” fare o essere per piacerti.

Di sicuro ci sei abituato a questo modo di fare rigoroso. E talvolta non ne senti neanche la fatica (da quanti anni ti alleni e affini la tecnica? quella di criticarti e perfezionarti, intendo. Ormai sarai un maestro!).

Qual è il problema allora? Quello che osservo in molte delle persone che accompagno è che c’è un costo e un rischio molto alto in questo modo di procedere:

se vivi secondo questo schema, non puoi andarti bene, finché… non succede qualcosa (fuori di te o dentro di te) che immagini necessario. Finché non raggiungi quegli standard che ti sei dato per sentire che vai bene.

Questo schema ha infinite varianti: “non puoi divertirti finché non finisci di lavorare”, “Non puoi iniziare qualcosa finché non hai tutti i titoli che hanno gli altri”, “non puoi concederti qualcosa finché non raggiungi la perfezione”. E così via.

E invece ti immagini come potrebbe essere la vita se ti dessi il permesso di sperimentare adesso quello che desideri?

Se ti concedessi già ora quello che rimandi (senza aspettare i tempi e le condizioni perfette)?

E se non ci fosse più quella compagnia critica a fare capolino nelle tue giornate?

Potresti fare un’esperienza simile a quella che fanno i ragazzi in questo celebre passaggio de “L’attimo fuggente”:

 

Ok, prendendo spunto da questa lezione, ecco tre cose che puoi iniziare a fare:

  1. Innanzitutto, ascolta Robin Williams: niente voti! Inizia a sperimentare quello che ti incuriosisce e desideri, senza valutarlo. Per il solo gusto di sperimentarlo. Poi fermati ad ascoltare che effetto ti fa assecondare i tuoi gusti fino a trovare la tua andatura;
  2. Ricordati di tanto in tanto che sei tu -così come sei adesso-, con il tuo valore, con il tuo stile unico, la tua diversità, che fai la differenza;
  3. Infine, tieni a mente che tu vali, puoi essere felice e ed essere soddisfatto di te anche se non fai cose “perfette”.

Lo so che è necessario allenarsi, ma so che ne vale la pena, fidati! Me ne accorgo dagli sguardi e dalle storie che raccontano le persone al termine dei percorsi individuali! E ne sono felice! 🙂

Che ne dici di provare a sperimentarti iniziando a cercare la tua andatura, quella in cui ti senti più comodo e a tuo agio? Poi, se ti va scrivimi per raccontarmi che esperienza hai fatto, così posso fare il tifo per te!boxauthor

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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