Niente buoni propositi, ascolta e metti a fuoco le intenzioni

Niente buoni propositi, ascolta e metti a fuoco le intenzioni

Con i buoni propositi di inizio anno possiamo rischiare di metterci sotto stress stanziando -con la mente- delle aspettative su di noi e sugli obiettivi e risultati che vogliamo raggiungere. Spostandoci sul futuro e sul fare meglio, possiamo alimentare la nostra severità. Se prima però non ci connettiamo con le nostre intenzioni profonde, possiamo oscillare dalla tendenza a metterci standard molto elevati a quella di demotivarci rapidamente e alimentare il rimprovero interno ogniqualvolta non portiamo a compimento le azioni che ci siamo proposti.

Il Natale ti mette gioia o tristezza?

Il Natale ti mette gioia o tristezza?

Dicembre, con il Natale e i bilanci di fine anno, è un periodo convulso. Non è un momento gioioso per tutti, perché spesso dietro alle lucine e ai pacchi si nascondono tantissime emozioni e ricordi che in questi giorni vengono a galla prepotenti. Sentirci di cattivo umore, tristi, malinconici, più soli del solito, e irritati da convenzioni che non sentiamo nostre sono esperienze frequenti in questo periodo dell’anno.

Dove si nasconde la gioia?

Dove si nasconde la gioia?

Spesso non ci accorgiamo della gioia: è un’emozione a cui non tendiamo a dare molta attenzione perché funzioniamo in modo da essere maggiormente allertati dalle emozioni spiacevoli e intense come la rabbia, la tristezza o la paura che sono segnali di un pericolo...
Sono triste senza un motivo: come fare?

Sono triste senza un motivo: come fare?

Molte volte non siamo a nostro agio con le emozioni che sentiamo: non le riconosciamo, non ci diamo il diritto di sentirle. Anzi, sorge dentro di noi un rimprovero per il fatto che sentiamo qualcosa di diverso da quello che ci aspetteremmo di sentire o che vorremmo sperimentare in quella situazione. Quando ci è permesso allora di essere tristi? qual è una ragione valida per accettare la tristezza nella nostra vita?

Come mi vedo io e come mi vedono gli altri?

Come mi vedo io e come mi vedono gli altri?

Non è insolito che agli altri sembriamo forti mentre noi ci sentiamo fragili, oppure gli altri ci rimandano un’immagine di noi distaccata e razionale ma noi ci sentiamo spesso in ansia ed esitanti.

Come fare quando l’idea che abbiamo di noi differisce un po’ da quella che ci rimanda lo specchio delle nostre relazioni?

Dove si trova il coraggio di dire basta?

Dove si trova il coraggio di dire basta?

“Come gestire in modo sereno la fine di una relazione e reinventarsi per ricominciare? Come avere il coraggio di dire basta?“. Rispondo qui con qualche spunto perchè riflettere su questo tema può essere utile a tutti quelli fra noi che desiderano non solo chiudere una relazione ma salutare un’esperienza, qualsiasi essa sia, e non trovano il coraggio di dire basta lasciando andare quello che non ci aiuta più a crescere.

Confortare e contenere le emozioni

Confortare e contenere le emozioni

Abbiamo bisogno sia di imparare a consolare e confortarci quando le cose non vanno proprio come vorremmo e allo stesso tempo di imparare a contenere la portata di quello che sentiamo, quando ci accorgiamo che la nostra reattività ci fa entrare in uno scenario intenso e per cosi dire drammatico, molto velocemente.

Ascoltare le emozioni -le nostre e quelle degli altri- non significa accoglierle sempre e arrenderci al loro manifestarsi. Significa invece saper distinguere cosa consolare e cosa è necessario contenere, perché riacquisti proporzione.