A volte avere chiari i propri bisogni e dichiararlo esplicitamente quando ci rapportiamo con gli altri viene inteso come un comportamento egoistico. Egoismo nel senso più morale del termine significa occuparsi solo di se stessi a scapito degli altri, e viene considerato in contrapposizione all’essere altruisti, che invece è un atteggiamento che subito richiama la bontà d’animo.

In questo post vediamo come sia possibile trovare un equilibrio, una giusta via di mezzo in cui stare bene: esistono infatti un sano egoismo e un altruismo malato. E stare in relazione significa proprio saper orientarsi tra egoismo (sono focalizzato su di me, so cosa voglio e lo esprimo) e altruismo (tengo conto anche dei tuoi bisogni). Di volta in volta dovremo decidere qual è l’atteggiamento migliore da avere, per stare bene con noi stessi.

Come e perché coltivare un sano egoismo

Ci viene insegnato sin da piccoli che è più educato o gentile porre l’attenzione più sull’altro che su noi stessi. Essere altruisti ovviamente va benissimo ma per essere autentici deve essere una scelta consapevole (so bene di cosa ho bisogno e scelgo in questo momento di metterlo in secondo piano, perché è un vero piacere per me fare questo per te). Quando invece tendiamo a farlo spesso perché “è giusto così”, “sono fatto così”, fermati un attimo a riflettere: sei di fronte a un comportamento automatico? Sei davvero sicuro che ti vada sempre bene agire così?

A volte finiamo senza volerlo per essere sempre disponibili dimenticandoci di noi stessi, mentre dovremmo dedicare un po’ di energie a coltivare un sano egoismo.

Perché è cosi difficile rinunciare ad essere disponibili?

  • Essere disponibili ci permette di sentirci ammirati, approvati, importanti per l’altro
  • Essere disponibili ci permette di avere un certo potere sulla situazione: sono utile quindi hai bisogno di me e vuol dire che sono importante per te
  • Essere disponibili ci fa pensare di accumulare crediti nella relazione con l’altro: adesso faccio quello che vuoi tu, poi un giorno tu farai quello che piace a me?

Non c’è nulla di male in tutto ciò: questi sono alcuni dei benefici di cui godono, come tornaconto silenzioso e nascosto le persone disponibili. È utile riconoscerlo per vedere se rendermi disponibile è una vera scelta o è invece un comportamento che metto in atto con il mio pilota automatico per stare vicino all’altro.

Quali sono i rischi di essere sempre disponibili?

  • Ti senti spesso sfruttato, usato perché l’altro non si comporta come desideri
  • Se manca la gratificazione da parte dell’altro, ti senti una nullità
  • Se l’altro non ti chiede aiuto non ti senti più importante per lui o lei
  • Accumuli risentimento e rabbia per esserti sacrificato a lungo
  • Ti senti spesso giudicato in base ai sì o ai no che sceglierai di dire

Coltivare un sano egoismo significa invece essere centrato prima di tutto su di te: sei tu il primo responsabile delle cose che ti riguardano (i tuoi bisogni e i tuoi desideri). Ti permette di chiederti ed esprimere, se lo desideri, cosa pensi e cosa senti, ti dà la possibilità di sperimentare cosa vuol dire ricevere costruendo relazioni in cui c’è reciprocità. Puoi insomma sperimentare di essere importante per l’altro anche quando non sei utile.

E tu che esperienza hai con la sensazione di essere egoisti o con la troppa disponibilità? Quanto è facile per te ritagliarti i tuoi spazi, dire i tuoi no agli altri?

Raccontami la tua esperienza se ti va e se hai bisogno del mio aiuto per trovare nuovamente il tuo baricentro, mi trovi qui!

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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