Cosa fare quando nessuno vede la tua fragilità

Cosa fare quando nessuno vede la tua fragilità

Qualche giorno fa in un racconto ho riascoltato questa frase, che mi capita di sentire di frequente: “Sembro forte ma mi sento molto fragile e questo gli altri non lo vedono, si aspettano sempre che io me la cavi”. Questa esperienza spesso si trasforma in un circolo vizioso nel momento in cui esitiamo a chiedere aiuto, per paura di essere un disturbo per gli altri, e intanto continuiamo a nutrire silenziosamente l’aspettativa che prima o poi gli altri si accorgano di noi. Perché “certe cose non c’è bisogno di dirle!”, continui a ripeterti.

E così, mentre noi continuiamo a renderci trasparenti, loro ignari di tutto quello che succede dentro di noi, continuano ad accumulare prove del fatto che ce la caviamo bene da soli proprio perché siamo forti.

Quando non si sta bene né con il partner né senza

Quando non si sta bene né con il partner né senza

Hai presente quella canzone degli U2, che dice “I can’t live with or without you?” Non posso vivere né con te né senza di te. Bono Vox ne parla perché è una situazione piuttosto comune: so che una relazione non può funzionare ma non riesco a lasciarla/lo. Sto male, ma non riesco ad immaginarmi senza di lui o lei.

Pensiamo di avere letteralmente bisogno di lui o lei, sappiamo che molte cose sono carenti ma aspettiamo sempre un cambiamento, una risoluzione, qualcosa che non ci costringa a prendere quella decisione che non vogliamo nemmeno immaginare. Così mettiamo alla prova l’altro, con sfide crescenti: aspettiamo qualcosa che non abbiamo ancora ricevuto, nonostante i nostri sforzi.

#dimmidite: Perchè la stabilità affettiva mi fa paura?

Oggi con questo post rispondo alla domanda di Paolo, 37enne che mi scrive:
“Tutti amano la stabilità nelle relazioni affettive. A me invece fa paura. Perché?”

Caro Paolo, grazie per la tua domanda. Quanto è diffusa la paura della stabilità sentimentale!

Prima di entrare nel dettaglio della tua domanda sfatiamo un mito: non tutti amano la stabilità. Ma ci sono tantissime persone che come te non la vivono come un’alternativa desiderabile, a volte per paura a volte per una preferenza consapevole. Il vivere poco serenamente questa sensazione di non amore per la stabilità spesso è dovuto ai retaggi culturali e a situazioni psicologiche specifiche. Qui mi occuperò delle seconde, ma vedrai che non potremo trascurare del tutto le prime.

Altalene emotive e buoni propositi: tutti gli effetti del rientro

Altalene emotive e buoni propositi: tutti gli effetti del rientro

Dopo le vacanze, che in genere dovrebbero servire per distendersi e riposarsi, si torna armati di buoni propositi: dall’iniziare una dieta, alla decisione di iscriversi ad un nuovo corso in palestra, far decollare quel progetto rimasto lì ad aspettare.

Questi desideri che si affacciano a settembre, mese che alcuni vivono come un nuovo inizio, sono espressione del nostro bisogno di cambiamento in ciascuna delle aree che abbiamo individuato. Così puo capitare che questo desiderio di rinnovarci produca in noi un picco di entusiasmo e motivazione che ci spinge a prendere delle decisioni: evviva! Oppure al contrario, come ho già detto qui, possono affacciarsi delle emozioni amare in prossimità del rientro: la malinconia o la nostalgia per quel periodo di pausa possono affievolire l’entusiasmo per il rientro alla routine, e allo stesso tempo possono diventare la leva per mettere allo scoperto i tuoi desideri di questo momento della tua vita.

Come fare per trovare un equilibrio in questa altalena di picchi di motivazione ed entusiasmo per il desiderio di rinnovare tutto o al contrario la noia e lo sconforto per la ripresa delle nostre attività?

Concediti del tempo per leggere (e pensare)

Concediti del tempo per leggere (e pensare)

Cambiare ritmo è benefico: ci permette di riposarci, di ritrovare un tempo più lento, di portare l’atteznione su cose e dettagli che nelle corse di ogni giorno non hanno spazio.

Che sia una colazione più lenta, permettersi di indugiare al risveglio o dormire un po’ di più, o trovare finalmente il tempo per leggere quel libro lasciato nel comodino, sono tutte azioni che ci fanno recuperare energie. Ci mettono a nostro agio con una velocità diversa. E sai perchè? Perché ci sono alcune attività che possono realizzarsi solo a bassa velocità: riflettere, ascoltare, elaborare un pensiero astratto, portare attenzione volontaria ad un’esperienza, sentire (e distinguere) quello che sentiamo.

Io oggi ti parlo di lettura, una di quelle attività che richiede tempi lenti che ci fa molto bene, consigliandoti 6 letture utili per approfondire la relazione con te stesso e con gli altri.

Staccare la spina e rimanere connessi: si può?

Staccare la spina e rimanere connessi: si può?

Sei già in vacanza in qualche luogo magnifico? O stai aspettando con ansia quel momento? In ogni caso, questo periodo è un tempo privilegiato per fermarsi e rallentare.

Staccare la spina però non sempre coincide con riuscire a riposare davvero o a godersi la pausa.

Se siamo persone molto impegnate durante l’anno può essere davvero difficile trovarsi d’improvviso con una grande fetta di tempo libero tutto per noi. Può essere quasi disorientante e qualche volta può fare venire a galla qualche disagio. Accade anche che la testa continui ad andare a cento all’ora, o che tu ti accorga di riempire le tue giornate comunque a più non posso, impegnandoti sempre a fare qualcosa così da continuare ad imbottire anche il tempo di riposo di altre attività.

Tu ad esempio sei fra quelle persone che amano la vacanza super-organizzata o del tutto improvvisata? Deve essere piena di cose da fare e vedere o procedi all’avventura secondo lo spirito del momento?

Come prenderti una pausa senza sensi di colpa

Come prenderti una pausa senza sensi di colpa

Siamo quasi a metà luglio e io, da qualche anno a questa parte, in questo periodo sento proprio il bisogno
di un po’ di tempo per me, e di frenare gradualmente. Prima correvo a cento all’ora fino alla pausa nel mese di agosto e lì inchiodavo. Arrivavo sfinita e non riuscivo neanche a godermi il tanto agognato tempo per riposare.
Poi, finalmente ti concedi qualche giorno di ferie ma con la testa fai fatica a fermarti davvero, non sai proprio come prenderti una pausa. In questo post trovi qualche spunto per prepararla al meglio cosi da potertela godere senza sensi di colpa.

Concediti il lusso di una chiacchierata vera (e fai digital detox)

Concediti il lusso di una chiacchierata vera (e fai digital detox)

Siamo sempre tutti iperconnessi ai nostri smartphone e tablet: spesso sentiamo il bisogno di staccare ma
allo stesso tempo non riusciamo a farne a meno. Succede anche a te?

Magari hai finalmente un momento libero e zac, afferri il cellulare per ammazzare la noia dell’attesa. Ti connetti alla vita online per disconnettere i pensieri. E invece in realtà non succede, i pensieri corrono all’impazzata, si accavallano.

Poi incontri qualcuno per lavoro o per piacere ma ti distrai continuamente a controllare le notifiche che arrivano; oppure no, non le controlli, ma quando arrivano ad una ad una quel trillo ti distrae portandoti altrove.

Tutti gli strumenti digitali sono utilissimi. Ci rendono la vita più facile, più veloce ed efficiente ma spesso possono finire per sottrarci attenzione ed energie. E ci possono togliere quel tempo lento di cui abbiamo bisogno per vivere le relazioni. Se non sappiamo mettere i giusti paletti tra loro e la nostra vita privata possiamo finire per esserne risucchiati.

Abbiamo bisogno perciò di riacquisire una relazione consapevole con i nostri smartphone, per bilanciare le interazioni di persona (con le loro conversazioni dai tempi lenti) e le attività online.

Come e perché coltivare un sano egoismo

Come e perché coltivare un sano egoismo

A volte avere chiari i propri bisogni e dichiararlo esplicitamente quando ci rapportiamo con gli altri viene inteso come un comportamento egoistico che assume perciò un’accezione negativa in contrapposizione all’altruismo. In questo post vediamo come sia possibile trovare un equilibrio, una giusta via di mezzo in cui stare bene: esistono infatti un sano egoismo e un altruismo malato.