La nostra relazione con l’attesa e il desiderio

da | Dic 12, 2024 | Voglio capirmi meglio | 0 commenti

Qualche giorno fa mi trovavo nella sala d’attesa di uno studio medico e li, in quella dura sedia blu, ho incontrato tutta la mia impazienza insieme ad un senso di irritazione. Il medico è arrivato, quaranta minuti dopo questi due primi incontri.

Le nostre giornate sono spesso una corsa, da un impegno all’altro, da un ruolo all’altro, da una pagina online alla successiva. Attendere ci sembra un’interruzione, a volte anche una perdita di tempo.

Ma quanto tempo della nostra vita passiamo nell’attesa? aspettiamo l’altro, una risposta, la bella stagione, di essere felici, un referto, la persona giusta, il semaforo verde, un abbraccio, il meritato riposo, che arrivi il sonno, quella telefonata, una bella notizia, i tempi diversi del nostro partner. Io adesso ad esempio aspetto Sara, la mia seconda figlia; arriva a fine gennaio.

Le attese -tutte- ci mettono a contatto con un piccolo vuoto e hanno una qualità di silenzio.

A volte per evitare quello spazio vuoto tendiamo a riempirlo, o a addirittura a prevenirlo. E invece, anche per un neonato che piange è utile che ci sia un breve lasso di tempo vuoto prima della risposta rassicurante della madre. È proprio quel tempo, quell’attesa, che serve al bimbo per sentire il proprio bisogno e – un po’ alla volta, esperienza dopo esperienza – associarlo ad una risposta.

Può essere interessante chiederci: che cosa incontriamo li, in quello spazio nudo dell’attesa? Cosa mettiamo dentro quel tempo? le nostre aspettative, i nostri progetti, i nostri desideri, il timore di rimanere delusi.

A proposito: è facile incontrare il nostro desiderio? in questi giorni in cui i bimbi preparano le lettere a Babbo Natale, anche noi potremmo fare questo esercizio: cosa chiederebbe il bambino, la bambina dentro di noi? cosa desidera ancora? cosa aspetta il suo cuore proprio adesso?

“Quando desideriamo qualcosa andiamo, e stiamo ancora andando, da un altrove conosciuto ma astratto, verso uno splendido qualcuno, qualcosa o qualche luogo, che non aspetta altro di essere raggiunto e che desideriamo poter chiamare casa” [David White]

 Come iniziare a fare amicizia con l’attesa e il desiderio?

Ti propongo una pratica di consapevolezza per mettere a fuoco il tuo desiderio in questo preciso momento della tua vita. Se ti è possibile, prenditi un momento al giorno per fare attenzione a ciò che desideri adesso: procedi dalle cose piccole e semplici per arrivare ai desideri più profondi che sono connessi ai nostri bisogni. 

QUI trovi la mia voce a guidarti in questa scoperta.

✍ Poi al termine dell’esperienza, prendi carta e penna e appunta tutto. Infine ascolta cosa emerge nel corpo.

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Chi sono

Sono Claudia Mandarà

Psicologa delle relazioni interpersonali. 
Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico. Scopri come posso aiutarti con un mio percorso o un corso.

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