Come trovare la giusta distanza nelle relazioni

Come trovare la giusta distanza nelle relazioni

Ognuno di noi ha una distanza che preferisce mantenere nelle relazioni: uno spazio tra noi e gli altri che ci fa sentire al sicuro. E’ una distanza fisica che manteniamo con le altre persone ma anche una distanza emotiva, ovviamente. Qualche volta è difficile sintonizzarsi con l’altro: possiamo sentirci invasi oppure allontanati e rifiutati; possiamo avere la sensazione che l’altro si senta invaso o possiamo sentirci tendenzialmente poco coinvolti, distaccati dall’altro.

I genitori non sono perfetti: fai pace con i sensi di colpa

I genitori non sono perfetti: fai pace con i sensi di colpa

Non conosco genitori che non si sentono in colpa per qualcosa: se potessero farebbero in modo di non sbagliare mai con i loro figli con l’idea di evitare loro delle sofferenze. Il punto però è che noi genitori educhiamo con quello che siamo come persone prima ancora che con quello che facciamo. Se ci sentiamo sempre ansiosi di fare la cosa giusta, se ci sentiamo tendenzialmente inadeguati e in colpa, cosa insegneremo loro?

Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Spesso, anche se ci costa ammetterlo, il giudizio degli altri ci condiziona. Probabilmente ci è stato consigliato che dovremmo fregarcene, e lo sappiamo anche noi, ma non riusciamo a farlo: quello che l’altro pensa e dice ha un impatto su di noi, ci tocca. E perché non dovrebbe? Qualche volta però il meccanismo si inceppa e possiamo diventare iper-sensibili.

Amore e desiderio dopo la nascita di un figlio

Amore e desiderio dopo la nascita di un figlio

Nel post di oggi rispondo ad una domanda di Maria Rita che mi scrive: “Come rimanere coppia dopo un figlio?” e vediamo insieme cosa accade all’amore e al desiderio in questa delicata fase di passaggio. L’arrivo di un figlio infatti è sia una grande fonte di gioia sia una fonte di grande fatica fisica ed emotiva perché chiama in causa tanti cambiamenti, forse troppi da fronteggiare contemporaneamente. E’ un terremoto emotivo per ciascuno dei due partner perché si riaprono aspetti della nostra storia che erano rimasti sopiti e, dal punto di vista dell’intimità molto spesso viene vissuto come un vero e proprio disastro erotico.

Le parole con cui ci definiamo

Le parole con cui ci definiamo

Spesso siamo molto sensibili alle parole degli altri, ci lasciamo toccare e qualche volta ferire. Qualche volta, invece, non siamo altrettanto sensibili all’influenza che esercitano le parole che usiamo verso noi stessi, sia quando assumono la forma di giudizi interni da parte del critico interiore, sia quando sono modi con cui ci definiamo, aggettivi con cui ci presentiamo, diagnosi che ci attribuiamo. Vediamo quando le etichette sono utili e quando ci impediscono di conoscerci davvero.

Non puoi avere tutto sotto controllo

Non puoi avere tutto sotto controllo

C’è una cosa che impariamo man mano che diventiamo grandi e che ci allontana dal vivere le esperienze genuinamente come fanno i bambini: imparare a prevedere quello che riguarda noi o gli altri, aspettarci delle cose rispetto a quello che facciamo, prefissarci degli obiettivi, organizzare, monitorare, pianificare, fare in modo che tutto fili liscio secondo i nostri piani e le nostre aspettative. Sono ottime abilità certo, che ci rendono possibile portare avanti molti compiti e responsabilità della vita adulta.

Cosa scatena ansia e panico?

Cosa scatena ansia e panico?

Nel post di oggi rispondo ad una domande di Andrea che mi chiede: “Come faccio a capire il motivo scatenate l’ansia e il panico?”

La domanda è legittima perché nel momento in cui ci sentiamo travolti da un’ondata di emozioni ce lo chiediamo di continuo. Ci sentiamo sopraffatti e spesso non comprendiamo bene come mai. A volte siamo consapevoli che la reazione è spropositata e se ci osserviamo da fuori ci sentiamo assolutamente fuori di testa e pensiamo che la reazione sia immotivata, come ho raccontato già in questo post. Questa domanda è anche ragionevole perché siamo abituati a ragionare cosi, utilizzando prevalentemente la logica: scopro la causa, la rimuovo e torno a stare bene.

Certi amori finiscono, e all’improvviso

Certi amori finiscono, e all’improvviso

Ci sono relazioni di coppia che finiscono all’improvviso, lasciando nello stupore e nello sbigottimento uno dei due; ci sono rotture che sembrano degli uragani inspiegabili. Avvengono in coppie che, dall’esterno, appaiono quasi perfette. A volte la rottura avviene con il ghosting: uno dei due si dilegua, senza dare più segni di sé, proprio come un fantasma. Nessuna spiegazione, e ogni tentativo di contatto viene sistematicamente ignorato. A volte la persona lasciata si ritrova anche bloccata sui social, dall’oggi al domani. Purtroppo non sono rare le relazioni che si chiudono così, in pochi secondi e altrettanti clic. E hanno dei correlati psicologici dolori sia per chi fugge, sia per chi subisce la fuga.

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

“Lo so che è una cosa stupida quella che ti sto per dire ma è cosi: mi viene questo pensiero e questa sensazione e non so perché”. A volte ad osservarci da fuori, dalla prospettiva di un amico o un’altra persona una data esperienza che viviamo ci sembra irrilevante, illogica, senza senso; eppure ad osservarsi da dentro, è impossibile non vedere un’altra parte della realtà: quei pensieri vengono e quelle sensazioni prendono il sopravvento in un baleno. Perché ci sono cose vere che non vivono nel dominio della logica ma hanno comunque un senso. E noi spesso abbiamo bisogno di qualcuno da fuori che ci aiuta a convalidare la nostra esperienza per imparare a fidarci di noi stessi.

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Una cosa che sicuramente non sai di me è che ho una terribile paura del vuoto.

Quelle poche volte che sono salita in seggiovia è stata un’esperienza di piacere mista a paura che ho affrontato distraendomi per quel che si può e guardando avanti,cercando di non pensare a quanto sarebbe stato spaventoso guardare giù. Ammiro con stupore chi ha il coraggio di fare un volo in deltaplano: vorrei tanto provarlo, non te lo nascondo, ma la paura al momento è troppa per scegliere di farlo.

C’è anche un altro genere di vuoto che fa paura ed è quella sensazione di vuoto interiore.

Ci sono sensazioni scomode da abitare, da cui vorremmo rifuggire e ignorarle. Anche parlarne a volte è scomodo e quando lo facciamo è più per capire come tenere a bada quelle sensazioni, come relegarle in un angolino perché non prendano troppo spazio.

Regalarsi del tempo

Regalarsi del tempo

La scorsa settimana abbiamo parlato dell’utilità di riconquistare il tempo per attendere, per goderci uno spazio vuoto di tempo, in cui c’è una buona quota di cose che non dipendono da noi e che non possiamo controllare.
Oggi voglio allargare un po’ la riflessione sul tuo rapporto con il tempo e coinvolgerti in un’avventura che può aiutarti a rimetterti a tuo agio con il tuo tempo.
Forse te ne sarai accorto: la maggior parte del nostro tempo lo passiamo a prevedere qualcosa che riguarda il nostro futuro imminente, e cioè cosa dovremmo fare, oppure lo impieghiamo pensando al passato, a ciò
che avremmo potuto fare meglio ieri, a ciò che lui o lei ha fatto o detto, sempre ieri.

Orientare i pensieri in queste due direzioni – al passato o al futuro – è naturale e istintivo; ci permette di essere responsabili e riflessivi. Ma produce molto stress, perché in entrambi i casi alimentiamo una sensazione che ha a che fare o con l’attacco (cosa devo fare per risolvere la questione) o fuga (cosa devo evitare).

Vivere l’attesa

Vivere l’attesa

Molti di noi vivono perennemente in balia di un ritmo frenetico, dove le cose da fare sono più del tempo a nostra disposizione. Corriamo all’impazzata da un impegno all’altro, da un ruolo all’altro, da una pagina online alla successiva, nel tempo di un clic.

#dimmidite: Perché sono cosi in ansia per la mia salute?

#dimmidite: Perché sono cosi in ansia per la mia salute?

Nel post di oggi rispondo ad una domanda di Domenico che mi scrive: “Ciao Claudia. Sono tre giorni che mi sento in uno stato di confusione e di disorientamento. Mi sento sempre così e non so come uscirne. Mi assale anche la paura di avere qualche malattia. Spero mi risponderai per aiutarmi”.

Caro Domenico, avremmo bisogno di più tempo e molti più dettagli per trovare insieme il senso di questa paura che ti coglie in questo preciso periodo della tua vita. Questo, come sai, non è lo spazio di una consulenza vera e propria (che si realizza così) che ha l’obiettivo di scoprire i significati di quello che stai provando in questo momento. Però voglio dare qualche spunto a te e a tutti coloro che si sentono come te: travolti improvvisamente (o almeno così crediamo!) da un’intensa preoccupazione che si riflette anche sul corpo, con la sensazione di volerla controllare ma di non riuscirci abbastanza, nonostante si spendano energie per farlo.

Perché mi fa sentire sempre in colpa?

Perché mi fa sentire sempre in colpa?

Magari ti spendi un sacco per gli altri, provi a fare del tuo meglio per lui o per lei, ma qualcosa non va come ti
aspetti. A volte arriva la delusione silenziosa, altre volte sbotti. Poi però, basta che lui o lei ti dica qualcosa,
torni anche leggermente sui suoi passi, ed ecco che non solo pensi che la tua reazione sia stata esagerata ma ti senti anche in colpa. “Ma perché succede?” a quel punto mi chiedono.

“Lui/lei è cosi: mi fa sempre sentire in colpa!” oppure ancora “gli avevo detto così, poi però mi sono sentita in colpa e allora ho fatto colì”. Quanto tempo della tua giornata è assorbita da quel fastidioso senso di colpa per non essere stato o per non aver fatto abbastanza bene qualcosa?