Dove si trova il coraggio di dire basta?

Dove si trova il coraggio di dire basta?

“Come gestire in modo sereno la fine di una relazione e reinventarsi per ricominciare? Come avere il coraggio di dire basta?“. Rispondo qui con qualche spunto perchè riflettere su questo tema può essere utile a tutti quelli fra noi che desiderano non solo chiudere una relazione ma salutare un’esperienza, qualsiasi essa sia, e non trovano il coraggio di dire basta lasciando andare quello che non ci aiuta più a crescere.

Confortare e contenere le emozioni

Confortare e contenere le emozioni

Abbiamo bisogno sia di imparare a consolare e confortarci quando le cose non vanno proprio come vorremmo e allo stesso tempo di imparare a contenere la portata di quello che sentiamo, quando ci accorgiamo che la nostra reattività ci fa entrare in uno scenario intenso e per cosi dire drammatico, molto velocemente.

Ascoltare le emozioni -le nostre e quelle degli altri- non significa accoglierle sempre e arrenderci al loro manifestarsi. Significa invece saper distinguere cosa consolare e cosa è necessario contenere, perché riacquisti proporzione.

Leggersi, ritrovarsi e curarsi attraverso i libri

Leggersi, ritrovarsi e curarsi attraverso i libri

La lettura ci mette a contatto con le storie di altri da una distanza di sicurezza: dalla posizione di lettori possiamo osservare, immedesimarci, sentire, avvicinarci ai nostri pensieri. Le narrazioni, se diamo loro spazio, ci consentono anche di cambiare, perché ogni qualvolta entriamo in un racconto, che sia nella nostra vita quotidiana o tra le pagine di un libro, non possiamo rimanerne indifferenti. È un invito a prendervi parte, ci coinvolge, ci infastidisce, fa nascere delle domande dentro di noi, ci arrabbiamo con i protagonisti o, viceversa, gioiamo con loro. E così, tutte le volte che sperimentiamo qualcosa in relazione ad una storia, ci accostiamo a una parte di noi stessi e le reazioni che emergono nei confronti delle narrazioni, se lo vogliamo, sono degli spunti per conoscerci più a fondo.

Il desiderio di capire: sentire le emozioni, non analizzarle

Il desiderio di capire: sentire le emozioni, non analizzarle

C’è un equivoco spesso sulla nostra richiesta di capire: vogliamo comprendere solo con la logica e per farlo ci soffermiamo a discutere con i fatti che ci succedono cercando di trovare spiegazioni e significati. A volte ci avventuriamo in interpretazioni che coinvolgono più generazioni. Le cerchiamo nel territorio della razionalità, della mente e ci allontaniamo da quello dell’esperienza dove il nostro sentire di pancia e di cuore, per cosi dire, conosce delle cose. Anche se non sa ancora spiegarle a parole. Stare con l’esperienza, sentire le nostre emozioni ci permette di conquistare una comprensione intuitiva.

Ansia e panico: qual è la causa e cosa li mantiene

Ansia e panico: qual è la causa e cosa li mantiene

Quando siamo travolti da questa ondata emotiva, sorge dentro di noi l’urgenza di conoscere il motivo, la causa di questa esperienza cosi spiacevole che viviamo e cosi spesso la andiamo a cercare nella cronologia degli eventi per ricostruire il nesso causa-effetto.
Visto che la paura ci fa perdere il controllo e parla un linguaggio emotivo che non riusciamo a decifrare, a volte cerchiamo di mettere in ordine le cose con la logica e confondiamo le circostanze in cui sperimentiamo ansia (o l’oggetto rispetto al quale si attiva la nostra allerta, con la causa del nostro disagio.

Distingui stress e ansia, per averne padronanza

Distingui stress e ansia, per averne padronanza

A volte, nel linguaggio comune usiamo indifferentemente questi termini per spiegare come stiamo, quasi fossero la stessa cosa. E invece sono due esperienze che hanno delle caratteristiche simili ma parlano una lingua del tutto diversa e chiedono risposte differenti. Dare il nome giusto alle cose che viviamo è il primo passo per prendercene cura, rispondendo in modo diverso al bisogno specifico che ogni emozione segnala.

Utilizza la rabbia, non reprimerla

Utilizza la rabbia, non reprimerla

La rabbia è una delle emozioni più frequenti e più sgradite che sperimentiamo. In genere non ci piace essere arrabbiati, non ci piace neanche stare accanto a persone arrabbiate. non possiamo scegliere quello che sentiamo, e non è utile condannarci o lanciarci in missioni di miglioramento personale in modo da non provare mai più una data emozione. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è invece incuriosirci della nostra rabbia e utilizzarla come un segnale utile: sorge in relazione agli altri e ci aiuta a vedere qualcosa che riguarda i nostri bisogni. Riconoscerla e decifrarla ci permette di affermarci senza lasciarci sopraffare.