Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Spesso, anche se ci costa ammetterlo, il giudizio degli altri ci condiziona. Probabilmente ci è stato consigliato che dovremmo fregarcene, e lo sappiamo anche noi, ma non riusciamo a farlo: quello che l’altro pensa e dice ha un impatto su di noi, ci tocca. E perché non dovrebbe? Qualche volta però il meccanismo si inceppa e possiamo diventare iper-sensibili.

Le parole con cui ci definiamo

Le parole con cui ci definiamo

Spesso siamo molto sensibili alle parole degli altri, ci lasciamo toccare e qualche volta ferire. Qualche volta, invece, non siamo altrettanto sensibili all’influenza che esercitano le parole che usiamo verso noi stessi, sia quando assumono la forma di giudizi interni da parte del critico interiore, sia quando sono modi con cui ci definiamo, aggettivi con cui ci presentiamo, diagnosi che ci attribuiamo. Vediamo quando le etichette sono utili e quando ci impediscono di conoscerci davvero.

Non puoi avere tutto sotto controllo

Non puoi avere tutto sotto controllo

C’è una cosa che impariamo man mano che diventiamo grandi e che ci allontana dal vivere le esperienze genuinamente come fanno i bambini: imparare a prevedere quello che riguarda noi o gli altri, aspettarci delle cose rispetto a quello che facciamo, prefissarci degli obiettivi, organizzare, monitorare, pianificare, fare in modo che tutto fili liscio secondo i nostri piani e le nostre aspettative. Sono ottime abilità certo, che ci rendono possibile portare avanti molti compiti e responsabilità della vita adulta.

Cosa scatena ansia e panico?

Cosa scatena ansia e panico?

Nel post di oggi rispondo ad una domande di Andrea che mi chiede: “Come faccio a capire il motivo scatenate l’ansia e il panico?”

La domanda è legittima perché nel momento in cui ci sentiamo travolti da un’ondata di emozioni ce lo chiediamo di continuo. Ci sentiamo sopraffatti e spesso non comprendiamo bene come mai. A volte siamo consapevoli che la reazione è spropositata e se ci osserviamo da fuori ci sentiamo assolutamente fuori di testa e pensiamo che la reazione sia immotivata, come ho raccontato già in questo post. Questa domanda è anche ragionevole perché siamo abituati a ragionare cosi, utilizzando prevalentemente la logica: scopro la causa, la rimuovo e torno a stare bene.

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

“Lo so che è una cosa stupida quella che ti sto per dire ma è cosi: mi viene questo pensiero e questa sensazione e non so perché”. A volte ad osservarci da fuori, dalla prospettiva di un amico o un’altra persona una data esperienza che viviamo ci sembra irrilevante, illogica, senza senso; eppure ad osservarsi da dentro, è impossibile non vedere un’altra parte della realtà: quei pensieri vengono e quelle sensazioni prendono il sopravvento in un baleno. Perché ci sono cose vere che non vivono nel dominio della logica ma hanno comunque un senso. E noi spesso abbiamo bisogno di qualcuno da fuori che ci aiuta a convalidare la nostra esperienza per imparare a fidarci di noi stessi.

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Una cosa che sicuramente non sai di me è che ho una terribile paura del vuoto.

Quelle poche volte che sono salita in seggiovia è stata un’esperienza di piacere mista a paura che ho affrontato distraendomi per quel che si può e guardando avanti,cercando di non pensare a quanto sarebbe stato spaventoso guardare giù. Ammiro con stupore chi ha il coraggio di fare un volo in deltaplano: vorrei tanto provarlo, non te lo nascondo, ma la paura al momento è troppa per scegliere di farlo.

C’è anche un altro genere di vuoto che fa paura ed è quella sensazione di vuoto interiore.

Ci sono sensazioni scomode da abitare, da cui vorremmo rifuggire e ignorarle. Anche parlarne a volte è scomodo e quando lo facciamo è più per capire come tenere a bada quelle sensazioni, come relegarle in un angolino perché non prendano troppo spazio.

Regalarsi del tempo

Regalarsi del tempo

La scorsa settimana abbiamo parlato dell’utilità di riconquistare il tempo per attendere, per goderci uno spazio vuoto di tempo, in cui c’è una buona quota di cose che non dipendono da noi e che non possiamo controllare.
Oggi voglio allargare un po’ la riflessione sul tuo rapporto con il tempo e coinvolgerti in un’avventura che può aiutarti a rimetterti a tuo agio con il tuo tempo.
Forse te ne sarai accorto: la maggior parte del nostro tempo lo passiamo a prevedere qualcosa che riguarda il nostro futuro imminente, e cioè cosa dovremmo fare, oppure lo impieghiamo pensando al passato, a ciò
che avremmo potuto fare meglio ieri, a ciò che lui o lei ha fatto o detto, sempre ieri.

Orientare i pensieri in queste due direzioni – al passato o al futuro – è naturale e istintivo; ci permette di essere responsabili e riflessivi. Ma produce molto stress, perché in entrambi i casi alimentiamo una sensazione che ha a che fare o con l’attacco (cosa devo fare per risolvere la questione) o fuga (cosa devo evitare).

Vivere l’attesa

Vivere l’attesa

Molti di noi vivono perennemente in balia di un ritmo frenetico, dove le cose da fare sono più del tempo a nostra disposizione. Corriamo all’impazzata da un impegno all’altro, da un ruolo all’altro, da una pagina online alla successiva, nel tempo di un clic.

#dimmidite: Perché sono cosi in ansia per la mia salute?

#dimmidite: Perché sono cosi in ansia per la mia salute?

Nel post di oggi rispondo ad una domanda di Domenico che mi scrive: “Ciao Claudia. Sono tre giorni che mi sento in uno stato di confusione e di disorientamento. Mi sento sempre così e non so come uscirne. Mi assale anche la paura di avere qualche malattia. Spero mi risponderai per aiutarmi”.

Caro Domenico, avremmo bisogno di più tempo e molti più dettagli per trovare insieme il senso di questa paura che ti coglie in questo preciso periodo della tua vita. Questo, come sai, non è lo spazio di una consulenza vera e propria (che si realizza così) che ha l’obiettivo di scoprire i significati di quello che stai provando in questo momento. Però voglio dare qualche spunto a te e a tutti coloro che si sentono come te: travolti improvvisamente (o almeno così crediamo!) da un’intensa preoccupazione che si riflette anche sul corpo, con la sensazione di volerla controllare ma di non riuscirci abbastanza, nonostante si spendano energie per farlo.