Come calmarsi dall’ansia: distrarsi funziona?

Come calmarsi dall’ansia: distrarsi funziona?

Quando siamo agitati ed in ansia, per calmarci, tendiamo a distrarci. Cosi ci portiamo con la mente e con le nostre azioni, intenzionalmente, altrove. Se l’ansia è un tripudio di sensazioni e pensieri, pensiamo che il contrario dell’ansia sia assenza di sensazioni intense e pensieri. E invece non è cosi. Scopriamo perchè distrarci non funziona e qual è il contrario dell’ansia.

Quando un percorso di psicoterapia può dirsi riuscito

Quando un percorso di psicoterapia può dirsi riuscito

Come faccio a capire se il percorso sta funzionando? Mi capita di continuare a fare sempre gli stessi errori! A volte anche i genitori o educatori che incontro, esordiscono cosi: “Dopo tutto il lavoro -educativo- che abbiamo fatto con lui/lei, quello che è successo scoraggia molto, lascia un segno di rassegnazione perché ce l’abbiamo messa tutta ma non ha funzionato!”. Rispondo ad entrambi i quesiti insieme perché il percorso di psicoterapia e quello educativo hanno una cosa in comune: sono entrambi, ciascuno a suo modo, percorsi di scoperta e di apprendimento. E i momenti di scoraggiamento non mancano.

Come fare a far tutto: le donne e i superpoteri

Come fare a far tutto: le donne e i superpoteri

C’è un fenomeno tutto contemporaneo e per lo più femminile secondo me, per cui diventiamo curiosi e talvolta invidiosi di come le persone, che per qualche ragione stimiamo, riescano a fare tutto. Come fai a fare tutto? Me lo sono sentita chiedere qualche volta e lo sento dire spesso da altre donne. La mia risposta peraltro è che non faccio affatto tutto: scelgo di volta in volta cosa fare, come posso. Ma spesso, le risposte che attiviamo per rispondere a questa domanda che facciamo prima di tutto a noi stessi sono faticose perché è la domanda che ci porta fuori strada. Perché è cosi importante per noi riuscire a fare tutto?

Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Perché il giudizio degli altri ci condiziona

Spesso, anche se ci costa ammetterlo, il giudizio degli altri ci condiziona. Probabilmente ci è stato consigliato che dovremmo fregarcene, e lo sappiamo anche noi, ma non riusciamo a farlo: quello che l’altro pensa e dice ha un impatto su di noi, ci tocca. E perché non dovrebbe? Qualche volta però il meccanismo si inceppa e possiamo diventare iper-sensibili.

Le parole con cui ci definiamo

Le parole con cui ci definiamo

Spesso siamo molto sensibili alle parole degli altri, ci lasciamo toccare e qualche volta ferire. Qualche volta, invece, non siamo altrettanto sensibili all’influenza che esercitano le parole che usiamo verso noi stessi, sia quando assumono la forma di giudizi interni da parte del critico interiore, sia quando sono modi con cui ci definiamo, aggettivi con cui ci presentiamo, diagnosi che ci attribuiamo. Vediamo quando le etichette sono utili e quando ci impediscono di conoscerci davvero.

Non puoi avere tutto sotto controllo

Non puoi avere tutto sotto controllo

C’è una cosa che impariamo man mano che diventiamo grandi e che ci allontana dal vivere le esperienze genuinamente come fanno i bambini: imparare a prevedere quello che riguarda noi o gli altri, aspettarci delle cose rispetto a quello che facciamo, prefissarci degli obiettivi, organizzare, monitorare, pianificare, fare in modo che tutto fili liscio secondo i nostri piani e le nostre aspettative. Sono ottime abilità certo, che ci rendono possibile portare avanti molti compiti e responsabilità della vita adulta.

Cosa scatena ansia e panico?

Cosa scatena ansia e panico?

Nel post di oggi rispondo ad una domande di Andrea che mi chiede: “Come faccio a capire il motivo scatenate l’ansia e il panico?”

La domanda è legittima perché nel momento in cui ci sentiamo travolti da un’ondata di emozioni ce lo chiediamo di continuo. Ci sentiamo sopraffatti e spesso non comprendiamo bene come mai. A volte siamo consapevoli che la reazione è spropositata e se ci osserviamo da fuori ci sentiamo assolutamente fuori di testa e pensiamo che la reazione sia immotivata, come ho raccontato già in questo post. Questa domanda è anche ragionevole perché siamo abituati a ragionare cosi, utilizzando prevalentemente la logica: scopro la causa, la rimuovo e torno a stare bene.

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

Dubitare di se stessi: ho ragione? Ci avrò visto bene?

“Lo so che è una cosa stupida quella che ti sto per dire ma è cosi: mi viene questo pensiero e questa sensazione e non so perché”. A volte ad osservarci da fuori, dalla prospettiva di un amico o un’altra persona una data esperienza che viviamo ci sembra irrilevante, illogica, senza senso; eppure ad osservarsi da dentro, è impossibile non vedere un’altra parte della realtà: quei pensieri vengono e quelle sensazioni prendono il sopravvento in un baleno. Perché ci sono cose vere che non vivono nel dominio della logica ma hanno comunque un senso. E noi spesso abbiamo bisogno di qualcuno da fuori che ci aiuta a convalidare la nostra esperienza per imparare a fidarci di noi stessi.

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Il vuoto e la pienezza che ci portiamo dentro

Una cosa che sicuramente non sai di me è che ho una terribile paura del vuoto.

Quelle poche volte che sono salita in seggiovia è stata un’esperienza di piacere mista a paura che ho affrontato distraendomi per quel che si può e guardando avanti,cercando di non pensare a quanto sarebbe stato spaventoso guardare giù. Ammiro con stupore chi ha il coraggio di fare un volo in deltaplano: vorrei tanto provarlo, non te lo nascondo, ma la paura al momento è troppa per scegliere di farlo.

C’è anche un altro genere di vuoto che fa paura ed è quella sensazione di vuoto interiore.

Ci sono sensazioni scomode da abitare, da cui vorremmo rifuggire e ignorarle. Anche parlarne a volte è scomodo e quando lo facciamo è più per capire come tenere a bada quelle sensazioni, come relegarle in un angolino perché non prendano troppo spazio.