Il bello di un percorso di gruppo. Un po’ di quello che è accaduto a “Mi vado bene”

da | Nov 12, 2015 | Voglio capirmi meglio | 1 commento

Oggi voglio raccontarti com’è andato il percorso di gruppo “Mi vado bene” che si è concluso la scorsa settimana.

Te lo voglio raccontare attraverso le voci di chi ha partecipato, il live twitting di Giulia (una delle partecipanti), di qualche foto e delle traccie di qualche pensiero ed emozione che mi sono portata da questa esperienza in gruppo (come conduttrice)!

Voglio dirti anche cosa ho imparato io nel preparare questo percorso e “chi me lo fa fare” ovvero perché scelgo di riproporre periodicamente queste esperienze di gruppo e cosa penso sia il valore aggiunto di questo modo di riflettere su se stessi e sulle proprie relazioni.

Iniziamo?

Dalla preparazione: ok, è stata più dura del solito. Gli imprevisti più numerosi delle mie previsioni. Ma nonostante questo ho deciso che:

  • potevo partire con questa nuova esperienza senza aspettare che le premesse fossero tutte in ordine, provando al “lasciare andare” un po’ l’optimum per me e vedere cosa succedeva,
  • io potevo andarmi bene così” anche se le cose non stavano andando nell’ordine perfetto in cui volevo (sono stata tentata, ma non volevo che diventasse una buona scusa per criticarmi, no grazie!)
  • potevo accogliere gli imprevisti miei e dei partecipanti (fino a qualche giorno prima della partenza del corso) come un’occasione di accettare me e gli altri con le risorse che avevamo in quel dato momento.

Bene, fatta la pace con queste novità mi sono preparata ad accogliere il nuovo gruppo: è sempre un’emozione…tutte persone che amano mettersi in gioco e riflettere su se stessi, ma non sai mai che mix meraviglioso può nascere quando si incontrano. Sconosciuti. Ma dopo un po’, davanti alla cioccolata calda di accoglienza, nascono sorrisi curiosi e alle prime presentazioni iniziano a intessere relazioni dicendo “anch’io come lui/lei…”. E la stanza si scalda subito e si allarga per accogliere ciascuno con il proprio modo di essere.

Giulia, una delle partecipanti ha voluto raccontare anche ad altri quest’esperienza, mentre la viveva, facendo un live twitting della prima serata. Perciò grazie a lei abbiamo “registrate” alcune delle cose che abbiamo vissuto. Così anche tu che non eri presente puoi per qualche minuto fare capolino nella nostra sala.

Twittando, lo racconta così il clima che si crea dopo i primi momenti di rottura del ghiaccio:

6

13 12

Dopo le presentazioni, spazio al programma della prima serata:5

Mi piace mettere in chiaro già all’inizio poche cose:

  • Qual è il focus che scelgo quando propongo queste esperienze: piuttosto che lavorare sul malessere (ad esempio la mancanza di autostima e tutti i malanni che porta con sé), è più utile in questi momenti focalizzarci sul positivo. Cioè, dopo avere esplorato giocosamente perché ci incastriamo in quei meccanismi che ci fanno stare male, iniziamo a sperimentare, un passo per volta, tutto quello che possiamo fare per stare bene. Insomma non è un corso per brutti anatroccoli ma per tutti quelli che vogliono semplicemente stare meglio con se stessi. Anche se stanno bene. Giulia lo sintetizza cinguettando così:

8+

 

  • E l’unica regola che ci diamo in genere per far funzionare i momenti in cui stiamo insieme:

3

 

 

 

 

Il resto viene da se. E ogni gruppo fa nascere qualcosa di nuovo! 🙂

 

9

Inoltre, ai partecipanti, a Giulia e al popolo di twitter è piaciuto anche l’idea dell’ebook omaggio “Mi voglio bene? 7 domande che devi farti per trovare la risposta” che loro avevano nella loro cartellina ma che, anche tu che leggi, puoi trovare in regalo qui!

 

 

 

Insomma, in tre tappe abbiamo lavorato per comprendere e migliorare qualcosa del modo con cui stiamo in compagnia di noi stessi. Abbiamo esplorato come ci buttiamo giù e siamo severi con noi stessi, giocato sulla possibilità di fare errori e sbagliare (siamo stati molto ligi a questa consegna!), abbiamo iniziato a concederci riconoscimenti (con tanto di medaglia al valore!) e di iniziare ad allenarci a farlo fra noi e a casa.

Infine, al termine del terzo incontro ci siamo dilettati a fare un po’ di domande alle nostre ospiti speciali: Anna Turcato in collegamento su Skype con noi ci ha dato un po’ di dritte per valorizzarci aiutandoci a utilizzare la nostra immagine per comunicare la nostra personalità. E Silvia Pasquetto ci ha raccontato la sua esperienza di donna e di fotografa nel portare avanti questo delicato progetto.

Ecco questo è un po’ di quello che è avvenuto.  Ed io ho riflettuto su quali sono gli ingredienti che rendono fruttuose queste esperienze di gruppo. Le ho sintetizzate qui:

  1. la possibilità di condividere qualcosa della propria esperienza con altri esseri umani come te: ti senti speciale (ogni esperienza è unica) ma anche normale (ehi, anche questa gente qui pensa questa cosa che pensavo fosse strana!),
  2. la possibilità di “giocare” (nel vero senso della parola, con pennarelli, fogli, medaglie, barattoli, messaggi da inviare) per riflettere su temi molto delicati che riguardano la relazione con noi e con gli altri. Piace a tutti quelli che vengono. E ho capito perché: alcune cose si intuiscono meglio giocando e ci aiuta a fare una cosa diversa rispetto a quello che facciamo -ragionevolmente- quando stiamo male, ovvero esercitare un po’ di leggerezza anziché prenderci molto sul serio. Il gioco ci permette di osservarci con un po’ di distanza in più e al tempo stesso di avvicinarci a noi stessi.
  3. la possibilità di ritagliarti dei momenti di riflessione tra te e te e scegliere cosa vuoi regalare agli altri di quello che hai scoperto. Ed è quello che abbiamo regalato di noi o che ci hanno regalato gli altri che spesso ci permette di iniziare a sciogliere alcuni nodi (della relazione con noi stessi e con gli altri) su cui ci arrovelliamo da tempo!

7     1

L’esperienza in gruppo e dal vivo si è conclusa. Mi porto tutto questo che ti ho raccontato quassù, le risate e gli occhi lucidi di alcuni dei partecipanti.

E da tutto ciò è anche nato un fratello di questa esperienza: il corso online (lo trovi qui) cosi anche chi non ha potuto partecipare perché lontano o perché in difficoltà a raggiungerci in quei giorni e a quell’ora, potrà fare un’esperienza simile!

Anche perché, fino alla prossima primavera (per via del bimbo in arrivo) non realizzerò altri percorsi di gruppo dal vivo…quindi l’unico modo di toccare questi temi del percorso “Mi vado bene” è incontrarci nel corso online!

 

2

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1 commento

  1. Giulia Bezzi

    Onorata di averti dato una mano a pubblicizzare questo bellissimo modo di starsi accanto. Grazie per avermi permesso di entrare con i miei tweet in un luogo in cui le emozioni hanno sempre il sopravvento e che belle che sono!

    Rispondi

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Chi sono

Sono Claudia Mandarà

Psicologa delle relazioni interpersonali. 
Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico. Scopri come posso aiutarti con un mio percorso o un corso.

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