Non conosco genitori che non si sentono in colpa per qualcosa: se potessero farebbero in modo di non sbagliare mai con i loro figli con l’idea di evitare loro delle sofferenze. 

Sarà che non riusciamo a scrollarci di dosso l’idea che “le colpe dei padri ricadono sui figli” e sarà anche che quando cominciamo a fare i conti con la nostra storia, la prima cosa che facciamo è guardare indietro, a ciò che abbiamo imparato nelle nostre prime relazioni con i nostri genitori, spesso col desiderio di comprendere e trovare il perchè e, qualche volta con il desiderio di trovare un responsabile, fuori di noi. Sarà anche che dilagano sempre di più le proposte per formarsi e diventare genitori più competenti su svariati aspetti nella cura dei figli. Fatto sta che, quando si diventa genitori, pensiamo che quello che faremo con i nostri figli avrà delle grandi conseguenze su di loro. Questo atteggiamento ci predispone alla cura attenta e responsabile ma qualche volta anche ad una certa esitazione e ai sensi di colpa.

Adesso però, c’è una cosa che secondo me non possiamo trascurare: noi genitori educhiamo con quello che siamo come persone prima ancora che con quello che facciamo.

Se ci sentiamo sempre ansiosi di fare la cosa giusta, con la sensazione di essere tendenzialmente inadeguati e in colpa, cosa insegneremo loro?

Vivere il compito di essere genitori come fosse una performance è molto faticoso e ci distrae dalla possibilità di essere aperti e ricettivi per ascoltare noi e i nostri figli. Non esiste il modo giusto di fare i genitori ma ci sono svariati modi per crescere dei figli sereni. Ciascuno ha da cercare, e ricercare, il proprio, più volte al giorno. 

Va molto bene informarsi ed essere consapevoli di quello che scegliamo di fare nella relazione con i nostri figli ma il punto è che può essere molto educativo anche mostrarci imperfetti nella relazione con loro ed imparare ad avere familiarità con questa esperienza.

Vediamo insieme cosa comunichiamo ai nostri figli ogni volta che ci adoperiamo ad essere perfetti e anche quando facciamo pace con qualche imperfezione:

  • Quando cerchiamo di fare sempre il meglio evitando di sbagliare, alimentiamo una visione del genitore come infallibile e, in generale, un’aspettativa severa verso gli altri.  Mentre cresce il nostro senso di inadeguatezza, comunichiamo ai nostri figli il messaggio che è pericoloso sbagliare e conviene tenersi alla larga più possibile dal senso del limite. E’ quello che desideriamo per loro? E per noi come adulti? Forse a tutti piacerebbe ricevere – e dare a noi stessi- questo permesso: puoi sbagliare e crescere. Lo sai anche tu, spesso sbagliando comprendiamo meglio chi siamo e cosa vogliamo per noi. Un errore raramente può essere determinante per la nostra crescita. Anche tu come adulto sarai cresciuto grazie ad alcuni errori; i tuoi genitori non avranno agito sempre “secondo manuale” ma ciò non ti ha impedito di crescere e diventare l’adulto che sei. Non possiamo evitare gli errori ma possiamo imparare a trarne il meglio. In altre parole, se tu per prima hai fatto amicizia con l’idea di sbagliare, puoi confidare nel ruolo educativo di questa esperienza anche per tuo figlio.

 

  • Quando ci affidiamo sempre alle istruzioni dell’esperto di turno, delegando a lui la responsabilità di ciò che è giusto fare, finiamo per avere poca fiducia in noi stessi, nella nostra sensibilità come genitori. Anziché trasmettere loro che c’è sempre un modo giusto di fare le cose e che va cercato fuori di noi, se impariamo ad ascoltarci e fidarci di noi stessi i nostri figli possono raccogliere il permesso: puoi fidarti di te! Ci sono diverse soluzioni per ogni problema e puoi trovare di volta in volta quella più adatta fidandoti di ciò che senti e di ciò che pensi. Perciò, prima di cercare fuori le soluzioni, fermati un po’ e ascoltati: qual è il modo giusto per te? Come faresti tu? cosa ti suggerisce la tua esperienza insieme a ciò che conosci di tuo figlio? Per educare non è necessario solo sapere e saper fare; talvolta è più importante saper essere in contatto con noi stessi, con le risorse che già abbiamo.

 

  • Quando ci affatichiamo alla ricerca della strategia giusta, passiamo l’idea che essere adulti e responsabili sia solo un compito gravoso e faticoso. Certamente spesso lo è. Ma una difficoltà non è sempre un problema: possiamo sempre ascoltare ed esplorare come farebbero i bambini, alla ricerca della nostra soluzione. Possiamo affrontare la nuova situazione con l’atteggiamento del principiante, conoscendo i nostri bisogni e quelli dei nostri figli, e potremmo lasciarci aiutare da nostro figlio. Il permesso che trasmetteremo è: puoi essere creativo e prendere delle iniziative. Puoi fare da solo e chiedere aiuto allo stesso tempo! 

 

Avevi mai riflettuto sui benefici educativi di un genitore imperfetto? Riesci a confortare i tuoi sensi di colpa prendendoti cura di te, prima che di loro? Adesso, raccontami la tua esperienza se ti va, mi piace ascoltarvi.

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.