Non riempire il silenzio, anche se ti imbarazza: ascoltalo

da | Apr 19, 2017 | Quando mi sento troppo (o troppo poco) | 0 commenti

Questo post nasce da alcune esperienze e da racconti di persone che stanno seguendo con me un percorso individuale, e che mi hanno fatto riflettere sul nostro rapporto con il silenzio. Per molti il silenzio quando si è con un’altra persona è imbarazzante. C’è chi si agita, inizia a pensare troppo, a mettersi sotto pressione perchè crede di dover trovare assolutamente qualcosa da dire e colmare quella sensazione di vuoto. Scatta la voglia di eliminare il silenzio, riempire quello spazio e far scomparire quel disagio che emerge. Ma perchè?

In realtà anche il silenzio comunica, come le parole. Il silenzio è discreto, mai minaccioso. A me piace pensarlo come un momento di libertà, utile per entrare in contatto con noi stessi. Certo, a volte esprime freddezza ma è anche un segnale di intimità, una connessione così profonda che non ha bisogno di nient’altro.

Quindi non è per forza un brutto posto da evitare! Anzi, potresti iniziare ad abitarlo per scoprire qualcosa in più, su di lui e su di te. Ma da dove iniziare? Per esempio la prossima volta che con una persona nuova si crea un momento di silenzio, non evitarlo. Abbraccia questa novità e:

  • Chiediti cosa ti imbarazza o agita. Davvero devi proprio coprirlo con delle parole e perché?
  • Cosa stai sentendo in quel momento? A cosa stai pensando? Mettilo a fuoco dentro di te. E chiediti se puoi darti la libertà di tradurlo in parole con la persona che ti è di fronte;
  • Se cominci a fare ipotesi sull’altro e sulle sue motivazioni del perché stia in silenzio, non tenertele per te. Verificale! Puoi dire: “vedo che sei silenzioso, a cosa stai pensando?”

Che ne dici, ci provi? E poi mi raccomando, passa qui a raccontarmi come è andata lasciando un commento oppure scrivimi!

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Chi sono

Sono Claudia Mandarà

Psicologa delle relazioni interpersonali. 
Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico. Scopri come posso aiutarti con un mio percorso o un corso.

Ultimi articoli

Finché non sto bene con me, non mi apro

Possiamo diventare molto bravi a capirci, a spiegare da dove viene una paura, a nominare una ferita, a ricostruire la storia. Eppure sentirci ancora soli. Perché alcune parti non si trasformano nella solitudine in cui sono nate ma dentro una relazione.

Diventare adulti è anche attraversare la paura di deludere

Impariamo presto a non deludere. Ma quando la compiacenza guida le nostre scelte, perdiamo il contatto con ciò che vogliamo davvero. Diventare adulti significa attraversare la paura di deludere per sviluppare una bussola interna, non solo un radar verso l’esterno.

Guardarsi dentro: e se trovo qualcosa di brutto?

Se mi ascolto davvero, troverò solo emozioni spiacevoli e fragilità? Forse a volte non abbiamo paura di ascoltarci ma di giudicarci come difettosi. Eppure dentro di noi non c’è solo buio.

Newsletter