Hai una relazione e ti capita di pensare a come è iniziata? A come vi siete scelti? Oppure sei in un momento di crisi e ti sembra che non sia più come all’inizio? O ancora, ogni volta che inizi una relazione sei pieno/a di entusiasmo ma poi ti sembra sempre che tutto svanisca e inevitabilmente finisce allo stesso modo, lasciandoti lì con il pensiero fisso che inizi sempre relazioni sbagliate?

Allora fermati un attimo, questo post è per te. E per aiutarti a rispondere a questi dubbi e capire che cosa ti fa stare bene davvero.

Iniziamo dal capire come scegliamo la persona di cui ci innamoriamo. Perché ci sembra di scartare dei candidati “ottimali” ma siamo attratti da persone che scopriamo essere sbagliate per noi?

All’inizio di una nuova relazione entrano in gioco, e soddisfiamo, due tipi di aspettative:

  1. le nostre preferenze esplicite, quello che pensiamo ci piaccia in un partner. Caratteristiche fisiche e caratteriali di cui siamo consapevoli. Spesso sono caratteristiche socialmente accettabili, condivisibili da tutti: gentile, altruista, sensibile, con una certa etica, impegnata… Ma accanto ci sono anche dei lati che possono sembrare strane o malsane, almeno apparentemente.
  2. una selezione inconsapevole. Come se avessimo le antennine allenate a cogliere i lati nascosti dell’altro, per cui lo riteniamo adatto ad incastrarci alla nostra storia. In realtà non siamo così allenati: agiamo con il pilota automatico, facendo riferimento a esperienze passate, magari dolorose, agli esempi della nostra famiglia, e fiutiamo caratteristiche che rimandano a tacite aspettative che ognuno di noi ha. Per questo capita di scegliere un partner simile ai nostri genitori (una scelta complementare), oppure per contrasto, scegliendo una persona assolutamente differente.

Perché accade? Perché in amore non cerchiamo qualcuno che sia “giusto per noi”, ma istintivamente ci procuriamo la vicinanza di una persona che, con i suoi pregi e i suoi difetti, ci sia familiare. È come se dentro di noi portassimo una lista di caratteristiche e condizioni che definiscono la persona che possiamo amare.

Poiché abbiamo imparato ad amare da persone che, per qualche ragione, possono essere state problematiche per noi, lo stile di queste relazioni d’amore e di vicinanza determina il tipo di relazioni d’amore che ci procuriamo in età adulta.

Cosa fare se non hai chiaro per quali ragioni hai scelto quella persona con cui oggi non va come vorresti?

Puoi iniziare a lavorare sui tuoi modelli d’amore: chiediti “cosa ho imparato nella mia storia rispetto a come si esprime l’amore e come ci si sente amati?” In questo modo potrai scoprire i tuoi tasti dolenti, i tuoi modelli di amore e vicinanza: ti aiuteranno a essere più consapevole dei radar che usi per scegliere le tue relazioni e a non replicarli inconsapevolmente.

Facciamo un esempio: se ho avuto un papà amabile ma anche imprevedibilmente aggressivo e una mamma altrettanto amabile ma anche iperprotettiva e tendente al controllo, sarà facile che io possa sottovalutare questi tratti nella mia scelta (proprio perché sono familiari) e ritenermi capace di fronteggiare queste caratteristiche avvicinando un partner che abbia questi “difetti”. Lavorando sui tuoi tasti dolenti puoi mettere in luce quali sono state le tue strategie per arginare l’aggressività imprevedibile di papà e l’iperprotezione di mamma, così da poter scegliere oggi come proteggerti in modo sano da entrambe questi atteggiamenti. Lavorare su di te e sul tuo modo di stare in relazione ti aiuterà a fronteggiare in modo nuovo e piu consapevole tutte le relazioni che presentano queste caratteristiche.

Cosa fare se ti accorgi che ci sono delle discrepanze tra l’inizio e il dopo?

Quello che osservo quando lavoro con le coppie è che spesso entrambi i partner si sentono delusi e traditi dalle aspettative iniziali senza essersi neanche confrontati.

È come se ciascuno vivesse quel cambiamento dalla fase iniziale (ci stiamo conoscendo e non conosco la parte sgradevole delle cose che ho fiutato) con un essere poco leali, visto che adesso è tutto diverso. Se ti succede, ricordati che quello che sai oggi è potuto emergere grazie al tempo e alle esperienze che avete fatto insieme, e che il tuo partner ti ha mostrato le
cose non gradevoli per te del tuo modello d’amore.

Cosa fare allora? Se sei impantanato in una relazione di coppia dove avete smarrito il bello degli inizi, niente paura: potere scegliere di fare questo lavoro di scoperta e condivisione dei vostri tasti dolenti insieme. Cosa c’è di più intimo che fare conoscere all’altro le ferite che ci caratterizzano di più? Condividere insieme il significato di quegli atteggiamenti che mettiamo in atto e infastidiscono l’altro ci permette di farci vedere così come siamo e di risceglierci con più consapevolezza. Secondo me è questa la magia dolorosa che avviene nei percorsi di coppia.

Ti trovi in una di queste situazioni? Hai provato a individuare i tasti dolenti ma è più difficile di quello che pensavi? Ti aiuto io: scrivimi, cosi esploriamo insieme questi dubbi incontrandoci in un colloquio su skype o dal vivo.

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.