I momenti in cui i nostri figli entrano in conflitto fra loro attivano la nostra attenzione e ci richiedono di mobilitare molte energie. Tuttavia, anche se sono dei momenti spiacevoli e faticosi, i conflitti sono normali; anche se ogni volta che si ripresentano ci mettiamo in dubbio e ci sembra di essere di fronte ad un fallimento dell’armonia familiare (“Di nuovo! Ma cos’è che sbaglio? perché questo bambino si comporta così?”) in realtà i conflitti rappresentano il momento di crescita per eccellenza nelle relazioni.

Quando tutto fila liscio va bene, ma quando entriamo in conflitto vuol dire che incontriamo un tasto dolente dentro di noi, un nuovo bisogno che chiede di essere ascoltato: fermarci insieme a decifrare cosa è successo dentro, prima che fuori, permette loro di crescere interi.

Non possiamo sempre essere in sintonia per tutto il tempo delle nostre relazioni come qualche volta desideriamo irrealisticamente, ma possiamo sperimentare quanto può essere utile la mancanza di sintonia se manteniamo la capacità di sintonizzarci sul vissuto emotivo dei nostri figli nel momento in cui protestano e se impariamo a riparare e a consolarci. Come dice Susan Bogels il conflitto può sembrarci una rottura della relazione ma è un’esperienza che ci permette di riparare rinsaldando l’intimità e ci dà la possibilità di imparare a consolarci.

Cosi, quando insegniamo ai nostri figli a litigare bene gli mostriamo come possono differenziarsi, definire la propria identità, ed esprimere quello che sentono (rabbia, frustrazione) tenendo conto anche delle emozioni degli altri.

Vediamo perciò come aiutare i nostri figli ad affrontare i conflitti utilizzando il metodo litigare bene di Daniele Novara. Portiamo come sempre la nostra attenzione dapprima sulle cose che non funzionano e poi, dal momento che la nostra mente funziona per contrapposizione, poggiamo lo sguardo anche sulle alternative utili che possiamo iniziare a sperimentare nella relazione con loro.

Cosa è meglio evitare per aiutarli a litigare bene

  1. La prima cosa che non funziona è intervenire adoperandoci subito a definire chi è il colpevole o chi ha innescato il conflitto. Questo non funziona in genere perchè invita i nostri figli a spostare l’attenzione da quello che sta succedendo in quel momento fuori e dentro di se (quale bisogno non sente rispettato?) e porta l’attenzione sul colpevole.
  2. Un’altra cosa che non funziona è attivarci a risolvere il problema proponendo una soluzione. Questo non funziona perché le soluzioni pratiche in quel momento sono secondarie rispetto a quello che sta succedendo emotivamente dentro di loro; quando siamo in conflitto e litighiamo in genere è perché non vediamo rispettato un nostro bisogno o diritto. Prospettare quindi la soluzione pratica a volte è precoce perché nostro figlio ha prima bisogno di riconoscere il proprio diritto e quindi probabilmente non è recettivo per poter valutare la soluzione pratica.
  3. la terza cosa che complica la situazione è invitare frettolosamente a trovare un accordo e definire la punteggiatura del conflitto sancendo chi vince e chi perde.

Cosa può aiutarli invece ad affrontare il conflitto in modo costruttivo?

  1. Lasciamo che parlino fra loro di quello che è successo; se siamo presenti possiamo amplificare il loro racconto aiutandoli a spiegarsi. Questo ci permette di esserci per loro ed essere presenti in un atteggiamento di ascolto.
  2. Favoriamo il raggiungimento di un accordo che rispetti entrambi. Se li abbiamo aiutati a spiegare i reciproci punti di vista, possiamo incoraggiarli a trovare una soluzione che tenga conto di entrambi. Ovviamente, questo ci è possibile se noi per primi, come adulti, sappiamo litigare cosi tra di noi, e se quando litighiamo con i nostri figli utilizziamo la stessa attenzione. Se lo facciamo insegniamo loro che il conflitto è un’esperienza naturale ed utile per imparare a riparare e costruire maggiore intimità.

Se vuoi approfondire questi e altri argomenti riguardanti la genitorialità, su Sintonia trovi ASCOLTATI PER CAPIRE TUO FIGLIO, un intero audiocorso con box dedicato a questo. Nella box trovi anche due strumenti educativi che possono aiutarvi a dare un nome a quello che sentite. E se ti fa piacere confrontarti e crescere insieme ad altri genitori per imparare ad ascoltarci per ascoltarli meglio Educare, ascoltare è un percorso ed un’esperienza che ci permette di capire nostro figlio mentre ci occupiamo anche della nostra fatica di aiutarlo. 

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.