” Le relazioni più intime sono i luoghi in cui incontriamo le gioie più grandi ma sono anche il terreno in cui sorgono maggiori incomprensioni e sperimentiamo i conflitti più frequenti e logoranti.

Cosi, aver cura delle nostre relazioni significa imparare ad affrontare i conflitti anziché evitarli, valorizzando la loro capacità di saper manifestare molto bene le nostre differenze. Se impariamo a farlo queste esperienze spiacevoli possono diventare delle occasioni per sperimentare una maggiore intimità.

Prima di addentrarci nel tema e vedere cosa non ci aiuta e quali accortezze possiamo mettere in pratica per affrontare i conflitti, facciamo un passo indietro per guardare più in profondità come mai si genera un conflitto in una relazione.

Il conflitto per definizione è quell’esperienza che facciamo quando in una relazione emergono le nostre differenze e confliggono due bisogni differenti. Cosi, il problema non è il conflitto di per sè che è un’esperienza naturale, ma quando incontriamo la nostra difficoltà a gestire la coesistenza di due bisogni differenti.

Cosi, tentiamo di eliminare il nostro disagio appiattendo le differenze che emergono e questo però non risolve le cose ma – ironia della sorte- innesca proprio i meccanismi che generano il conflitto. Spesso i nostri litigi sono un modo di protestare di fronte all’esistenza di una diversità rispetto a quello che pensiamo dovrebbe accadere, rispetto a quello che ci aspettiamo da una relazione, dal nostro partner ecc… Incontrare la realtà, diversa dalle nostre aspettative, è un’esperienza spiacevole ma è anche il nostro spazio di crescita nelle relazioni, quel posto in cui possiamo riscoprire qualcosa di più intimo di noi stessi e dell’altro.

Come riduciamo le differenze?

In genere lo facciamo in tre modi:

  1. Invitiamo l’altro a cambiare: chiediamo all’altro di adeguarsi al nostro bisogno venendoci incontro; a volte lo esprimiamo con espressioni come “se tu mi amassi, faresti questo per me”. E se non lo fai, deduco che non mi ami.
  2. Ci adattiamo all’altro, rinunciando ad un nostro bisogno: proviamo ad accontentare l’altro mettendo da parte un nostro bisogno. Questo di per sé non è sbagliato ma non è utile se diventa l’unico modo o il prevalente per ridurre le divergenze.
  3. Cerchiamo a tutti i costi un compromesso: ci sono dei compromessi pratici che possono essere utili per gestire questioni spicciole ma questo non funziona se il presupposto che teniamo presente ogni volta che cerchiamo un compromesso è che ognuno deve perdere qualcosa e nessuno dei due rispetta i propri bisogni profondi sottostanti. Facciamo un esempio: se io voglio andare in montagna e il mio partner vuole andare al mare, trovare il compromesso -logico- di andare in collina non accontenterà i bisogni emotivi di nessuno dei due. Lo spazio dell’intimità si apre proprio a partire dalle nostre differenze, se ci diamo la possibilità di esplorare quali sono i nostri bisogni emotivi più profondi.

Questi modi di livellare le nostre differenze non coltivano l’intimità ma anzi ci incoraggiano a far crescere una quota di infedeltà a noi stessi, per guadagnarci la possibilità di stare insieme: “ti chiedo di cambiare e rinunciare a te per venirmi incontro” oppure, al contrario, “mi adatto a te rinunciando a me”.

Il conflitto invece diventa un momento che genera intimità se lo attraversiamo come un’esperienza -sul momento spiacevole e faticosa- ma tuttavia un’occasione utile per dirci la verità del momento presente e non tanto per ribadire i nostri bisogni “storici”, quelli che ci incastrano sempre nelle solite storie. Ogni volta che collidono i nostri bisogni abbiamo la possibilità di svelarci più in profondità, cosi da lasciarci vedere rispetto a quello che stiamo vivendo adesso e concediamo all’altro uno sguardo nuovo sui propri bisogni.

Se ci spieghiamo a fondo, ogni conflitto ci insegna a riparare i legami attraverso l’intimità e a confortare noi stessi nel momento in cui sperimentiamo l’assenza di sintonia.

Vediamo allora quali attenzioni possiamo avere per custodire questa possibilità di conoscerci più in profondità, di conflitto in conflitto.

 

 Cosa fare per affrontare il conflitto in modo utile?

  1. Come dice Daniele Novara per litigare bene è utile rinunciare a trovare il colpevole: non ci aiuta inserire un’aula di tribunale nelle nostre case e nelle relazioni intime per definire di chi è la colpa o responsabilità; questo ci distrae da noi stessi, dalla possibilità di chiederci: “di cosa ho bisogno io, in questa situazione?”. Se la risposta è “io ho bisogno che tu…” siamo fuori strada perché stiamo delegando la soddisfazione del nostro bisogno all’altro e quindi lo stiamo invitando a cambiare per venirci incontro. Affermare il nostro bisogno è utile per dire la verità prima di tutto a noi stessi e per imparare ad assumercene la responsabilità; insieme poi, scopriremo come rispondere ai bisogni di entrambi.
  2. Rinunciamo a trovare soluzioni: prima di focalizzarci a capire cosa fare praticamente è utile esplorare insieme dove stanno entrando in collisione i nostri bisogni; in particolare abbiamo scoperto “di cosa ho bisogno io” e “di cosa hai bisogno tu” adesso?. Per mettere a fuoco quello che sentiamo e per comunicarlo possiamo farlo in un modo descrittivo e a partire da noi stessi. Qui trovi anche qualche spunto e due esercizi per sperimentarti.
  3. Infine, incuriosiamoci a scoprire se esiste una soluzione in cui ci siano due vincenti: esiste un modo per tenere presenti e rispettare i bisogni di entrambi? Esploriamo le alternative senza ricalcare i nostri modi più storici di risolvere i contrasti.

Se vuoi approfondire questi e altri argomenti riguardanti la relazione di coppia, su Sintonia trovi PARLIAMONE (PER CAPIRCI MEGLIO), un intero audiocorso con box dedicato a questo. Nella box trovi anche strumenti e risorse che possono aiutarvi a comunicare in un modo più intimo. E se ti fa piacere confrontarti con altri per imparare ad ascoltarci meglio puoi partecipare ai nostri appuntamenti mensili su Zoom.

 

 

The following two tabs change content below.
Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.