C’è una cosa che sta diventando un piccolo rito al ritorno dalle mie ferie estive: ricevere diverse mail di risposta a questo post del blog in cui dico la mia sulle differenze e i conflitti nelle relazioni di coppia. Sono racconti, a volte molto dettagliati e complessi, a cui cerco di rispondere sempre con una risposta breve a accogliente, senza poter andare molto in profondità. Evidentemente è un tema che ci tocca tutti e che scotta maggiormente in alcuni momenti dell’anno, quando magari siamo in vacanza e non abbiamo niente che attutisce (o ci distrae) dagli urti che avvengono nelle nostre relazioni più intime.

Una di queste mail potrei sintetizzarla e intitolarla cosi: “litighiamo spesso (e intensamente, a quanto pare) ma ci amiamo”. Mi capita di ascoltare anche dal vivo queste esperienze che hanno un sottofondo di confusione, rassegnazione e dubbio. Cosi, vorrei approfondire questo tema cosi da chiederci insieme: cos’è che ci fa entrare davvero in conflitto, aldilà dei contenuti specifici? Quali sono le questioni profonde che ci mantengono nel conflitto?

Ognuno di noi ha le sue tematiche ricorrenti ma ci sono alcune difficoltà relazionali dovute alle nostre differenze, similitudini e ambivalenze che contribuiscono a mantenere vivi i conflitti. A queste si aggiungono altre variabili ma vediamo una cosa per volta. Mettiamo i riflettori su queste difficoltà cosicché, se ne riconosciamo qualcuna, possiamo scegliere di andare più in profondità e imparare un altro modo di attraversare i conflitti. Perché amarsi (amare l’altro e noi stessi) significa anche saper godere in acque chete.

Siamo troppo diversi: sarà che siamo incompatibili?

All’inizio della relazione lo sappiamo, le nostre differenze diventano motivo di attrazione. Un introverso può trovare interessante un estroverso e quest’ultimo può trovare attraente la capacità riflessiva e di ascolto dell’introverso. Una persona che ha un’emotività vivace e intensa può trovare rassicurante un partner calmo e pacato che si tiene alla larga dalle esasperazioni emotive. Ma questi stessi punti di aggancio iniziale possono essere gli stessi punti di scollamento man mano che cresce la relazione: l’estroverso potrebbe sentirsi frenato dall’introverso rispetto al desiderio di uscire, la persona calma potrà vivere come emotivamente troppo dispendiosi gli alti e i bassi del proprio partner che, magari, a sua volta, vive come troppo noiosa la calma piatta di chi gli sta vicino.

Ad un certo punto insomma, le differenze possono creare delle difficoltà relazionali. Il modo in cui rispondiamo può farci piombare nel territorio del conflitto oppure in quello dell’intimità.

Siamo troppo simili, per questo ci scontriamo di continuo

D’altra parte, con la logica, potremmo pensare che se fossimo simili saremmo al riparo da queste difficoltà. E invece no. Certo, le somiglianze sono ancora più importanti nella prima fase di una relazione e ci permettono di avvicinarci e creare un collante per costruire la relazione stessa. Ma, a volte, e non è così raro, anche le somiglianze  possono generare conflitti.

Ad esempio, due estroversi possono trovarsi d’accordo sulla necessità e quantità di contatti sociali ma potrebbero competere per guadagnarsi spazio sulla scena, nelle conversazioni. Due partner che vivono spesso degli alti e bassi emotivi mostrandosi “bisognosi” l’uno dell’altro probabilmente sapranno comprendersi e aiutarsi reciprocamente ma, quando sono entrambi in difficoltà perché sotto stress, potrebbero andare in crisi perché sguarniti di una figura stabile rassicurante a cui appoggiarsi. Al contrario due personalità stabili, prevedibili, ordinate possono contare sull’affidabilità della loro relazione ma soffrire contemporaneamente di assenza di stimoli e poca vitalità. E ancora, due partner entrambi accondiscendenti e attenti ai bisogni dell’altro probabilmente eviteranno il conflitto fra loro in ogni modo pur di salvaguardare l’armonia ma potrebbero avere una grande difficoltà a manifestare i loro bisogni e desideri profondi, generando quel genere di silenzi e non detti che è anch’esso un modo di stare in conflitto.

Anche le similitudini dunque, possono creare difficoltà relazionali. Anche in questo caso, il modo in cui rispondiamo può farci piombare nel territorio del conflitto oppure in quello dell’intimità.

Non so cosa succede ma proprio non ci capiamo

Ma non tutti i conflitti sono espressi cosi chiaramente, anzi a volte sono mantenuti da una certa ambivalenza dentro di noi e cosi possiamo mandare dei messaggi non chiari al nostro partner. Ad esempio, potrebbe capitare che un uomo accoglie le richieste della propria partner rimanendo presente nelle attività della famiglia e nella cura dei figli ma, ogni volta che prende l’iniziativa, viene corretto e criticato dalla compagna. Magari lei da una parte vuole essere sgravata da alcune responsabilità e dall’altra si sente minacciata nel proprio territorio. Oppure, solo per fare un altro esempio, può capitare che il nostro partner desideri attenzioni, sostegno e coccole quando si sente stressato/a e che noi rispondiamo a questo bisogno a volte esortando e sostenendo perché ci fa piacere sentirci utili, generosi, forti ma, dall’altro, ci sentiamo infastiditi e irritati perché ci “sembra di avere a che fare con un bambino/a”. Quindi, a tratti esortiamo e sosteniamo, a tratti ci irritiamo.

In questi ultimi esempi c’è un conflitto interno ad un partner che alimenta il conflitto di coppia lasciando la sensazione ad entrambi di essere profondamente confusi rispetto a quello che succede. E anche in questo caso, il modo in cui rispondiamo può farci piombare nel territorio del conflitto (e della confusione) oppure in quello dell’intimità.

Come andare oltre?

Cosa fare allora per andare oltre e affrontare positivamente il conflitto?

Il modo migliore secondo me è sempre andare a fondo, più che oltre. Spesso, quando scopriamo queste incompatibilità e quando viviamo per troppo tempo nella confusione (conflitto interno che alimenta il conflitto di coppia), esasperati dal carico emotivo dei conflitti, decidiamo di chiudere la relazione.

Tuttavia, la sfida è attraversare con un po’ di coraggio queste dinamiche e reazioni emotive di superficie (Tu sei sbagliato, malato, non abbastanza bravo, non abbastanza presente ecc…!) e approdare insieme alle emozioni e significati più profondi che, ciascuno dei due partner hanno incontrato in quel conflitto. Le emozioni profonde e i significati riguardano la nostra vulnerabilità e quando li sveliamo e li condividiamo, diventiamo intimi.

Perché non litighiamo quasi mai per i contenuti o le questioni di principio su cui ci arrovelliamo a discutere ma per i significati che appiccichiamo alle parole, ai comportamenti e ai pensieri dell’altro. Portare a galla questo sommerso è un’esperienza che contribuisce a renderci intimi, anche se in disaccordo.

 

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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