Non è vero che siete troppo diversi
Quante volte senti dire nelle tue giornate che due persone si separano perché troppo diversi? Quante volte senti attribuire la causa della rottura di un legame all’incompatibilità di carattere?
Ecco, questa questione dell’incompatibilità di carattere e dell’essere troppo diversi è una scorciatoia semplice per spiegare le cose, ma che a me fa riflettere sempre tanto perché mi sembra di non cogliere l’essenza della questione. Andiamo insieme un po’ più a fondo?
Ci sono due grandi idee con cui facciamo i conti quando pensiamo alla coppia:
Quando non si sta bene né con il partner né senza
Hai presente quella canzone degli U2, che dice “I can’t live with or without you?” Non posso vivere né con te né senza di te. Bono Vox ne parla perché è una situazione piuttosto comune: so che una relazione non può funzionare ma non riesco a lasciarla/lo. Sto male, ma non riesco ad immaginarmi senza di lui o lei.
Pensiamo di avere letteralmente bisogno di lui o lei, sappiamo che molte cose sono carenti ma aspettiamo sempre un cambiamento, una risoluzione, qualcosa che non ci costringa a prendere quella decisione che non vogliamo nemmeno immaginare. Così mettiamo alla prova l’altro, con sfide crescenti: aspettiamo qualcosa che non abbiamo ancora ricevuto, nonostante i nostri sforzi.
Il potere della tristezza: come superarla, vivendola
Quando siamo tristi e giù di morale ci sembra un’impresa affrontare le nostre giornate. Ci sembra di dover fare lo slalom tra le emozioni e il vortice di pensieri e sentimenti sgradevoli: tristezza, vergogna, imbarazzo.
Succede così: da una parte tutto ti sembra catastrofico, dall’altra però pensi che “non puoi piangerti addosso”, “è meglio non pensarci troppo su, tutto andrà bene, distraiti, esci, non darci tanto peso e soprattutto dovresti fregartene perché le cose gravi della vita sono ben altre!”.
Lo schema, semplificando come faremmo con un bambino, è questo: cammina, se incontri qualcosa di brutto non dargli retta, cambia strada, distraiti e fai qualcos’altro. E sorridi, dai.
Il gioco di Pollyanna non è utile
Chi sono
Sono Claudia Mandarà
Psicoterapeuta. Aiuto chi sta attraversando un momento difficile con se e con gli altri, a ritrovare chiarezza, presenza e direzione.
Cosa vuoi approfondire?
Ultimi articoli
Non è vero che siete troppo diversi
Quante volte senti dire nelle tue giornate che due persone si separano perché troppo diversi? Quante volte senti attribuire la causa della rottura di un legame all’incompatibilità di carattere?
Ecco, questa questione dell’incompatibilità di carattere e dell’essere troppo diversi è una scorciatoia semplice per spiegare le cose, ma che a me fa riflettere sempre tanto perché mi sembra di non cogliere l’essenza della questione. Andiamo insieme un po’ più a fondo?
Ci sono due grandi idee con cui facciamo i conti quando pensiamo alla coppia:
Quando non si sta bene né con il partner né senza
Hai presente quella canzone degli U2, che dice “I can’t live with or without you?” Non posso vivere né con te né senza di te. Bono Vox ne parla perché è una situazione piuttosto comune: so che una relazione non può funzionare ma non riesco a lasciarla/lo. Sto male, ma non riesco ad immaginarmi senza di lui o lei.
Pensiamo di avere letteralmente bisogno di lui o lei, sappiamo che molte cose sono carenti ma aspettiamo sempre un cambiamento, una risoluzione, qualcosa che non ci costringa a prendere quella decisione che non vogliamo nemmeno immaginare. Così mettiamo alla prova l’altro, con sfide crescenti: aspettiamo qualcosa che non abbiamo ancora ricevuto, nonostante i nostri sforzi.
Il potere della tristezza: come superarla, vivendola
Quando siamo tristi e giù di morale ci sembra un’impresa affrontare le nostre giornate. Ci sembra di dover fare lo slalom tra le emozioni e il vortice di pensieri e sentimenti sgradevoli: tristezza, vergogna, imbarazzo.
Succede così: da una parte tutto ti sembra catastrofico, dall’altra però pensi che “non puoi piangerti addosso”, “è meglio non pensarci troppo su, tutto andrà bene, distraiti, esci, non darci tanto peso e soprattutto dovresti fregartene perché le cose gravi della vita sono ben altre!”.
Lo schema, semplificando come faremmo con un bambino, è questo: cammina, se incontri qualcosa di brutto non dargli retta, cambia strada, distraiti e fai qualcos’altro. E sorridi, dai.
Il gioco di Pollyanna non è utile