Quand’è che diventiamo persone risolte?
Non sempre crescere significa risolvere. A volte significa incontrare di nuovo ciò che pensavamo superato, senza viverlo come un fallimento ma come parte del vivere.
Non sempre crescere significa risolvere. A volte significa incontrare di nuovo ciò che pensavamo superato, senza viverlo come un fallimento ma come parte del vivere.
Il non sapere spesso viene vissuto come una colpa, un segno di inadeguatezza o immaturità. In questo post esploriamo come l’incertezza possa diventare una soglia preziosa: un tempo di ascolto, presenza e conoscenza di sé.
Capita spesso di cercare un sollievo rapido: una birra, il telefono, qualcosa che distragga. Ma non sempre quello che vogliamo è ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Un invito a fermarsi e ascoltarsi con più gentilezza.
C’è un silenzio che manca, e uno che spaventa. In questa riflessione ti accompagno tra valigie da preparare, valli da attraversare e domande da ascoltare. Perché forse, più che staccare, abbiamo bisogno di tornare. A noi. Con gentilezza.
A volte parliamo tanto e restiamo lontani. L’intimità non si misura in parole, ma nella capacità di lasciarsi vedere davvero. Anche senza spiegazioni, anche nel silenzio. In questo post racconto un frammento di vita e una riflessione su cosa crea davvero contatto tra due persone.
Desiderare non è solo volere qualcosa. È sentire una spinta sottile che ci orienta. Ma quante voci, dentro e fuori di noi, la zittiscono?
A volte l’invidia arriva piano, poi punge. Ma se smettiamo di giudicarla, può rivelarci cosa desideriamo davvero — e cosa ci manca per sentirci più vivi.
La consapevolezza è un inizio, non un punto di arrivo. Possiamo usarla come un trampolino, non come un rifugio.
Spesso ci affanniamo a essere coerenti. Cerchiamo un filo logico, una narrazione chiara e continua di ciò che siamo. Ma cosa succede quando dentro di noi emergono voci contrastanti?
Ci hanno insegnato a resistere. A stringere i denti, a non lamentarci, a credere che la fatica sia un segnale di debolezza. E così abbiamo imparato a nasconderla, a minimizzarla. Ma la fatica non ha bisogno di essere giustificata. Esiste e basta.