Come lasciare andare le convinzioni che ci fanno soffrire?
Anche se ci fanno molto soffrire è difficile separarci dall’idea di avere qualcosa di sbagliato in noi, o dalla convinzione di non essere abbastanza, di essere cattivi o egoisti e facciamo soffrire qualcuno, o ancora di essere persone deboli, oppure difficili o troppo esigenti.
Queste narrazioni su di noi -anche se molto dolorose- tuttavia, possono offrirci un senso di sicurezza, di familiarità, di coerenza e continuità con la nostra storia: ci permettono di orientarci nella lettura della complessità e del continuo variare delle nostre relazioni.
Non so se possiamo chiederci di non lasciarci toccare dall’altro, penso invece che possiamo starci accanto mentre ci accorgiamo che l’altro, con le sue parole o comportamenti, ci conduce sottopelle, ad incontrarci nel nostro punto dolente.
La fatica di stare con la nostra molteplicità
Spesso non riusciamo a tenere insieme le diverse parti di noi che entrano in gioco in ogni stagione della nostra vita. Cerchiamo coerenza ma siamo molteplici. La verità è che cominciamo a stare bene e sentirci liberi quando iniziamo a fare spazio e offrire comprensione profonda a ciascuna parte di noi: siamo molteplici, fatti di tanti spicchi, siamo complessi e spesso ad un primo sguardo logico sembriamo contraddittori.
Perché portare l’attenzione al respiro?
Era gennaio, di sette anni fa, uno di quelli freddi e grigissimi, ed io stavo attraversando un momento arido; apparentemente andava tutto bene, eppure nulla di quello che facevo aveva cosi tanto senso. Al mattino, il suono della sveglia innescava domande complicate e...
Chi sono
Sono Claudia Mandarà
Psicoterapeuta. Aiuto chi sta attraversando un momento difficile con se e con gli altri, a ritrovare chiarezza, presenza e direzione.
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Come lasciare andare le convinzioni che ci fanno soffrire?
Anche se ci fanno molto soffrire è difficile separarci dall’idea di avere qualcosa di sbagliato in noi, o dalla convinzione di non essere abbastanza, di essere cattivi o egoisti e facciamo soffrire qualcuno, o ancora di essere persone deboli, oppure difficili o troppo esigenti.
Queste narrazioni su di noi -anche se molto dolorose- tuttavia, possono offrirci un senso di sicurezza, di familiarità, di coerenza e continuità con la nostra storia: ci permettono di orientarci nella lettura della complessità e del continuo variare delle nostre relazioni.
Non so se possiamo chiederci di non lasciarci toccare dall’altro, penso invece che possiamo starci accanto mentre ci accorgiamo che l’altro, con le sue parole o comportamenti, ci conduce sottopelle, ad incontrarci nel nostro punto dolente.
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Spesso non riusciamo a tenere insieme le diverse parti di noi che entrano in gioco in ogni stagione della nostra vita. Cerchiamo coerenza ma siamo molteplici. La verità è che cominciamo a stare bene e sentirci liberi quando iniziamo a fare spazio e offrire comprensione profonda a ciascuna parte di noi: siamo molteplici, fatti di tanti spicchi, siamo complessi e spesso ad un primo sguardo logico sembriamo contraddittori.
Perché portare l’attenzione al respiro?
Era gennaio, di sette anni fa, uno di quelli freddi e grigissimi, ed io stavo attraversando un momento arido; apparentemente andava tutto bene, eppure nulla di quello che facevo aveva cosi tanto senso. Al mattino, il suono della sveglia innescava domande complicate e...