Quante volte, di fronte a un comportamento o una discussione con il tuo partner hai pensato: “non ci capiamo, parliamo proprio due lingue diverse!”? E hai messo addirittura in dubbio la vostra compatibilità?

Le incomprensioni di coppia è naturale che ci siano, ma l’importante è comprendersi sulle questioni di fondo capendo come imparare la lingua dell’altro.

I linguaggi dell’amore infatti sono tanti e diversi. Ognuno di noi apprende quello che viene parlato dalle persone a lui più vicine, diventando quindi una lingua madre. Esattamente come nel caso delle parole e dei gesti, anche in amore è necessario imparare e conoscere la lingua madre dell’altro, per poter comunicare e non lasciare a secco il proprio serbatoio emotivo o quello del partner.

In questo post parliamo proprio di questo, dei diversi linguaggi dell’amore. L’idea di fondo che ognuno di noi apprende la lingua che è parlata dalle persone a lui più vicine e questa diventa la propria lingua madre. Questo succede anche rispetto al linguaggio dell’amore perciò è necessario imparare a conoscere la lingua madre dell’altro per poter comunicare con lui o lei e non lasciare a secco il proprio serbatoio emotivo e quello dell’altro.

Gary Chapman ne parla nel suo libro “I cinque linguaggi dell’amore” e classifica i modi attraverso i quali tutti noi ci sentiamo amati appunto in 5 grandi categorie. Li vediamo insieme, ti va?

  • Linguaggio delle parole di apprezzamento/rassicurazione: chi parla questa lingua percepisce di essere amato se il proprio partner è presente attraverso parole gentili, di apprezzamento, di rassicurazione, di conferma rispetto a ciò che è e che sa fare bene; E’ come se si dicesse: “Se mi dice queste cose sono proprio importante per lui o lei!
  • Linguaggio del tempo per trascorrere dei momenti speciali: chi parla questo linguaggio si sente amato quando il proprio partner dedica del tempo per stare insieme, prestando attenzione e i portanza a quei momenti. E’ come se si dicesse: “sono importante se passa del tempo con me e se mi riserva questi momenti!”
  • Linguaggio dei doni: chi parla questo linguaggio si accorge di essere amato se riceve di tanto in tanto dei regali come simbolo concreto del fatto di essere pensato, ritenuto importante. Il dono diventa un simbolo tangibile di essere stato nella mente dell’altro e diventa un’espressione concreta per ricordare l’affetto a prescindere dalla forma e dalla dimensione del dono; è come se si dicesse “Se mi ha regalato questo, si è ricordato di me e quindi sono davvero importante per lui/lei”
  • Linguaggio di servizio: chi parla questo linguaggio capisce di essere amato se l’altro è presente concretamente offrendo un aiuto attraverso gesti pratici. E’ come se si dicesse: “so che mi ama perché ogni sera mi aiuta a sbrigare le faccende di casa prima di andare a letto e lo fa per me”
  • Linguaggio del contatto fisico: chi parla questo linguaggio si sente sicuro di essere amato se il partner si mantiene vicino attraverso baci, abbracci, rapporti sessuali. Se mancano questi gesti non si sentono amati.

Cosa fare allora quando si sperimenta che è davvero difficile comunicare e comprendersi?

Per prima cosa ti propongo di avviarti a scoprire qual è il tuo linguaggio d’amore principale: qual è il tuo canale privilegiato che ti fa sentire davvero amato? Esplicitalo!

Poi incuriosisciti a scoprire quale sia quello del tuo compagno. Iniziare a fare questo lavoro di scoperta e alfabetizzazione nella lingua dell’altro può essere difficile e doloroso. Ma può creare contatto e intimità. Altrimenti potresti finire per continuare a dire “ti amo” attraverso regali ma lei vuole solo del tempo per fare una passeggiata con te.

Ti va di sperimentarti? Se poi non riesci a venirne a capo da solo, puoi sempre chiedere aiuto, per decifrare insieme i linguaggi nascosti nei comportamenti tuoi e del tuo partner. Mi trovi qui, lo sai vero?

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.