Dopo le vacanze, che in genere dovrebbero servire per distendersi e riposarsi, si torna armati di buoni propositi: dall’iniziare una dieta, alla decisione di iscriversi ad un nuovo corso in palestra, far decollare quel progetto rimasto lì ad aspettare.

Questi desideri che si affacciano a settembre, mese che alcuni vivono come un nuovo inizio, sono espressione del nostro bisogno di cambiamento in ciascuna delle aree che abbiamo individuato. Così puo capitare che questo desiderio di rinnovarci produca in noi un picco di entusiasmo e motivazione che ci spinge a prendere delle decisioni: evviva! Oppure al contrario, come ho già detto qui, possono affacciarsi delle emozioni amare in prossimità del rientro: la malinconia o la nostalgia per quel periodo di pausa possono affievolire l’entusiasmo per il rientro alla routine, e allo stesso tempo possono diventare la leva per mettere allo scoperto i tuoi desideri di questo momento della tua vita.

Come fare per trovare un equilibrio in questa altalena di picchi di motivazione ed entusiasmo per il desiderio di rinnovare tutto o al contrario la noia e lo sconforto per la ripresa delle nostre attività?

Bisogna ricentrarci su noi stessi riscoprendo il senso di quello che facciamo. E poi però, dopo aver individuato la direzione che ci motiva a proseguire il percorso, bisogna mantenere alta la motivazione. Vediamo insieme come fare?

Come mantenere i buoni propositi e affrontare le altalene emotive

Ritrova qualcosa che da significato alle tue fatiche
In genere ci sentiamo felici ed energici quando sperimentiamo quello che facciamo nella nostra routine come soddisfacente e significativo perché si accorda con i nostri valori. Quindi, ritorna a te per trovare una sfida che sia significativa adesso. Poichè cambiamo in continuazione, abbiamo bisogno di scoprirlo ogni volta. Fermati a chiederti:

  • Cosa è significativo per me oggi? Quale delle cose che faccio nella mia routine mi soddisfa perché dà valore, mi fa sentire importante per me e per gli altri?
  • Quale contributo unico e creativo posso dare a ciò che faccio quotidianamente? C’è qualcosa che posso realizzare “a modo mio”?
  • Per cosa vorrei essere ricordato, quando non ci sarò più, rispetto alle cose che faccio?
  • Come vorrei che fosse la mia vita e la mia routine fra 5 anni?

Non devi trovare tutte risposte a queste domande subito ma fartele è un buon modo per iniziare ad innescare la ricerca delle risposte. Prendi carta e penna e appunta tutto.

E adesso passiamo al secondo aspetto.

Come funziona la motivazione
Perché veniamo colti da queste intuizioni e poi non cambiamo davvero? Perché il fatto di sapere cosa vogliamo o perché facciamo quella data cosa poi non ci porta davvero a cambiare?

Il dilemma del cambiamento consiste nel fatto che, rispetto ad ogni desiderio di cambiamento siamo un po’ ambivalenti ovvero vogliamo quella cosa ma non ne vogliamo un’altra (Voglio frequentare quella persona, lasciarmi più libero ma ho paura di perdere la libertà o rimanere vincolato/ voglio essere riconosciuta in questo lavoro ma non voglio espormi). C’è sempre un ostacolo, un “non voglio” che bilancia e sostiene questo meccanismo che lascia le cose inalterate. Perché avviene questo? Perché ognuno di noi vive benefici e costi associati a ciascun aspetto di questa altalena. Ad esempio “Voglio frequentare quella persona” (beneficio: sentirmi al sicuro, sentirmi amato e affettivamente legato a qualcuno/ Costo: tempo ed energie per conoscere e tenere conto dei bisogni dell’altro, potrei non sentirmi capito, potrei non sentirmi speciale ecc..)

Non c’è nulla di patologico in questa ambivalenza, basta non rimanerne intrappolati. Se ti accorgi che se impantanato lì, incuriosisciti a scoprire di più di questa ambivalenza, lasciati aiutare ad affrontare il dilemma del “voglio-non voglio” così da ritrovare le energie per intraprendere una direzione efficace e duratura nel tempo.

Da cosa puoi iniziare?
Per prima cosa prenditi il tempo per rintracciare la direzione che ti da energia e significato se in questo momento ti senti annoiato all’idea di ricominciare tutte le attività, evitando di infilarti dentro la ruota del criceto. Parti da quelle domande che trovi su per visualizzare la direzione provando a guardare un po’ più in la del tuo naso e guardando le cose dall’alto. Ogni cambiamento inizia dall’idea che hai di te stesso, da come ti sei sognato.

Come puoi continuare?  Ad individuare i primi passi per andare in quella direzione cosi da trasformare le intuizioni in un cambiamento duraturo e reale. Se ti accorgi che mentre procedi ti accorgi che da qualche parte di te sembra ci sia un freno a mano tirato, è il momento di occuparti di lui. Non ti aiuta dirti che sei incapace, che manchi di volontà determinazione. Non farti una ramanzina, non ne hai bisogno! Fermati e ascolta quella parte di te che “non vuole/ha paura/è perplessa”. Guardare faccia a faccia quel freno a mano è l’unico modo per mantenere l’andatura. Se hai bisogno di aiuto per allentare il freno, sai dove trovarmi, vero?

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.