La scorsa settimana abbiamo parlato dell’utilità di riconquistare il tempo per attendere, per goderci uno spazio vuoto di tempo, in cui c’è una buona quota di cose che non dipendono da noi e che non possiamo controllare. Oggi voglio allargare un po’ la riflessione sul tuo rapporto con il tempo e coinvolgerti in un’avventura che può aiutarti a rimetterti a tuo agio con il tuo tempo.

Forse te ne sarai accorto: la maggior parte del nostro tempo lo passiamo a prevedere qualcosa che riguarda il nostro futuro imminente, e cioè cosa dovremmo fare, oppure lo impieghiamo pensando al passato, a ciò che avremmo potuto fare meglio ieri, a ciò che lui o lei ha fatto o detto, sempre ieri. Orientare i pensieri in queste due direzioni – al passato o al futuro – è naturale e istintivo; ci permette di essere responsabili e riflessivi. Ma produce molto stress, perché in entrambi i casi alimentiamo una sensazione che ha a che fare o con l’attacco (cosa devo fare per risolvere la questione) o fuga (cosa devo evitare).

Ora, il punto non è eliminare lo stress che è parte della vita ma imparare a gestirlo integrando anche dei momenti e delle esperienze che ci aiutano a stare nel presente, per prendere consapevolezza di quello che stiamo pensando, di quello che stiamo sentendo, delle sensazioni del nostro corpo. Secondo me, gestire bene il tempo non vuol dire imparare ad incastrare tutto alla perfezione per poter dimostrare a noi stessi di essere efficienti, accontentare tutti e finalmente poterci concedere la possibilità di essere felici. No, gestire con serenità il nostro tempo significa accettare che ci sono delle scelte da fare, che il tempo dedicato alla sosta e a noi stessi non è tempo perso.

Mi piace quello che dice a questo proposito Jon Kabat Zinn:

” Anche se ci lamentiamo di non avere mai abbastanza tempo, può darsi che in realtà abbiamo paura di averne a disposizione. Forse abbiamo paura di quello che potrebbe accadere se non lo riempissimo, se smettessimo di interromperci e ci limitassimo ad istallarci nel presente, anche solo per pochi attimi”.

Ci sono tanti modi per farlo, per regalare a noi stessi e agli altri del tempo: qual è il tuo preferito? È un’abitudine costante o è un lusso che puoi concederti una tantum? Uno dei miei modi preferiti per fermarsi e regalarsi il tempo per entrare a contatto con un modo di pensare più riflessivo per me è leggere. Anche la lettura può diventare una fuga, certo, ma come tutte le esperienze, se le scegli con consapevolezza, è un momento che mette l’altoparlante alle tue domande interiori, ti lascia la possibilità di intravedere altre possibilità, accende l’intuito e la capacità di esplorare, ti aiuta a tenere a bada la tendenza l’irrequietezza e la velocità, richiede la fatica di accogliere il linguaggio altrui e il tempo per elaborarlo con la tua sensibilità.

L’esperienza di quest’anno con il book club “Libri, chiacchiere e cioccolata” è stata interessante e ricca di scoperte proprio per questo (puoi già iscriverti alla lista di attesa per il 2019, se vuoi!).

Così, ho pensato di concludere l’anno cosi: per tutto il mese di dicembre, dall’1 al 24 dicembre, ogni giorno ti presenterò un libro, uno per ogni occasione o stato d’animo per approfondire qualche aspetto della relazione con te stesso e con gli altri.

L’idea non è che i libri siano dei farmaci o dei luoghi sicuri in cui troverai le risposte ma che possano regalarti il tempo per amplificare alcune domande che ti porti dentro, che siano il pretesto per concederti il tempo di stare disteso sul divano con una tazza fumante della tua tisana preferita e quello che vuoi tu.

Saranno #24libriperte, per regalarti il tempo lento che desideri. Niente mail quotidiane che aggiungono stress all’affollatissimo mese di dicembre: ci troviamo con calma, ogni giorno nell’Angolo delle risorse, il posto riservato agli iscritti alla newsletter. Basta iscriversi qui per ricevere la chiave di accesso.

E visto che se predico di prendersi del tempo, poi devo farlo io per prima… ti avviso che questo è l’ultimo post dell’anno. Ci risentiamo a gennaio!

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.

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