Quando viviamo una relazione di coppia e abbiamo superato quel primo periodo in cui il nostro partner ci sembra cosi affine e simile a noi quasi fosse un regalo del cielo, cominciamo ad accorgerci di tutte le infinite distanze e le infinite differenze che ci separano da lui o lei. Non è che prima non le avessimo viste, solo che non costituivano un problema.

Quand’è allora che accorgerci di tutte le differenze diventa un problema, perché sperimentiamo delle emozioni spiacevoli?

E’ una domanda  che ricevo spesso ed è anche la questione centrale che porta le coppie in terapia, per verificare se le loro differenze sono conciliabili o sono l’espressione di una distanza tale che impedisce loro di stare vicini rimanendo se stessi. Ma andiamo con ordine, ne ho parlato in uno degli episodi della seconda stagione del podcast Cuori gentili e ribelli che trovi quassù, sollecitata dalla domanda che ho ricevuto da Marta che mi chiede: “noi siamo davvero troppo diversi: può funzionare fra noi? abbiamo un futuro?”. Non avevo una risposta pronta ma, come ho anche detto a detto a lei, questo è un buon punto di partenza per esplorare diverse questioni. Torno qui per approfondirle e riflettere insieme lasciandoci guidare da alcuni punti interrogativi.

 

Cosa sento quando incontro la differenza con l’altro?

Talvolta possiamo spaventarci quando incontriamo le differenze, tanto da pensare “allora non siamo fatti per stare insieme!” oppure possiamo arrabbiarci pensando “Ma perché fa questo? gliel’ho detto che a me non piace!”

Succede che quando ci accorgiamo delle differenze che ci sono fra noi e il nostro partner entriamo in conflitto con noi stessi mettendoci in dubbio su tante cose, oppure entriamo in conflitto con l’altro protestando per quello che non ci piace di lui o lei.

Non importa quante cose abbiamo in comune con la persona che amiamo, ognuno di noi è un essere unico; non importa quanto ci amiamo, le differenze tra di noi causeranno talvolta dei conflitti.

Ci sentiamo feriti o ignorati, risentiti o arrabbiati e le nostre discussioni spesso acuiscono il problema. Qualcosa deve cambiare e di solito vorremmo che a cambiare fosse il partner.
(A.Christensen, B. D. Doss e N.S. Jacobson)

Come dicono Christensen, Doss e Jacobson nel loro ultimo libro “Differenze conciliabili”, le differenze in coppia generano dei conflitti e accendono delle emozioni intense dentro ciascuno di noi.

I conflitti si accendono perché l’incontro con l’altro ci fa toccare le nostre differenze costringendoci ad entrare in contatto con pagine “intoccabili” della nostra storia, quelle che diamo per scontate e che non riusciamo o vogliamo mettere in discussione, e anche alcune aree personali di grande vulnerabilità. 

Entriamo in conflitto proprio per proteggere questo materiale delicato e incandescente, per scongiurare la possibilità di sfiorare quei tasti dolenti: ci auguriamo (e a volte pretendiamo) che sia l’altro a cambiare, anche se facciamo davvero tanta fatica ad ammetterlo.

Se stai facendo questa esperienza, benvenuto nel mondo delle coppie ordinarie. Mettiti comodo e, prima di passare avanti, chiediti:

  • Quale aspetto della diversità dell’altro (del suo modo di essere, di fare, di pensare) ha un impatto sgradevole su di me?
  • cosa mi succede dentro se lui o lei agisce in quel dato modo? che significa quel comportamento per me?
  • cosa faccio quando mi accorgo che stiamo su due binari differenti?

Di per sé, essere diversi non costituisce né un pericolo né un conflitto. Nella nostra percezione interna invece si, spesso confondiamo le differenze con una distanza che ha un sapore ostile. E’ come se ci aspettassimo, seguendo un’idea irrazionale, che per andare d’accordo e fluire nell’intimità dovremmo essere il più possibile simili.

 

Cosa facciamo per sbarazzarci delle differenze?

Le difficoltà più frequenti nelle coppie sono relative a come gestire queste differenze. Quando ci ostiniamo a ridurre le differenze a tutti i costi possiamo finire per:

  • adattarci all’altro, compiacendolo e mettendoci in secondo piano per salvaguardare il senso della relazione,
  • ritirarci un po’ isolandoci dalla relazione con l’altro,
  • stabilire un braccio di ferro nel tentativo di cambiare l’altro mossi dal desiderio che capisca, ci venga incontro, rispetti le nostre esigenze. In questo caso il conflitto si rafforza perché l’altro spesso oppone resistenza al nostro tentativo di cambiarlo.

 

Similitudini e differenze q.b.

Quello che trascuriamo in quel momento è che in tutte le relazioni, e a maggior ragione in quella di coppia, abbiamo bisogno di sperimentare molte similitudini per sentirci al sicuro e abbastanza differenze per mantenerci interessati e incuriositi all’altro.

Spesso invece nella nostra cultura le differenze sono percepite pericolose e negative perché si immagina che possono far perdere il senso di connessione.

 

Le coppie che si conoscono da poco si raccontano tanto

Quando mi trovo in un locale spesso passo in rassegna le persone presenti; se ci sono delle coppie, gioco ad indovinare qualcosa della loro storia: è facile capire se di conoscono da poco. E’ facile per via del modo a volte imbarazzato, emozionato, seduttivo ed impacciato che abbiamo quando ci raccontiamo a qualcuno che non ci conosce. Ma è facile anche perché le coppie che si conoscono da poco si raccontano tanto. La loro curiosità è alimentata da quello che non conoscono e dalle loro differenze. Mantenere un po’ di questa differenza e di questo mistero sconosciuto è una sfida interessante per ciascuno di noi che vive una relazione di coppia da un po’ di tempo.

Le differenze sono importanti perché demarcano una linea di confine che ci permette di riconoscere l’altro così com’è: un po’ simile e un po’ diverso da noi. Possiamo incontrarlo veramente solo a questa condizione: se ciascuno di noi si mantiene se stesso e ci troviamo in un luogo di mezzo, quello della relazione, in cui possiamo raccontarci le nostre differenze e condividere le nostre unicità.

 

Quali differenze sono conciliabili e quali inconciliabili?

Spesso quando ci chiediamo, come Marta, se funzionerà stiamo cercando di valutare se quelle differenze che vediamo sono conciliabili o inconciliabili. Vogliamo capire se ci tocca accettarle o se possiamo cambiarle. Gran parte dei percorsi di coppia o individuali (che hanno come obiettivo esplorare un tema relativo ad una relazione di coppia), servono proprio a questo: a distinguere cosa possiamo accettare e cosa possiamo cambiare, in noi prima che nell’altro. In generale, i tasti dolenti e le aree di vulnerabilità dell’altro partner sono aspetti prima da riconoscere e poi da accettare. Invece, gli scambi tossici che mettiamo in atto quando stiamo in relazione, sono aspetti di cui possiamo comprendere il senso e poi cambiare.

Adesso che siamo arrivati fin qui, hai individuato qual è il tuo modo per gestire le differenze con il tuo partner? Come le vivi? Raccontamelo se ti va.

Audiocorso Parliamone per capirci meglio

Un audiocorso con box per te che hai la sensazione  che tu e il tuo partner parlate proprio due lingue diverse

Se vuoi approfondire questo argomento, su Sintonia, trovi Parliamone (per capirci meglio) un audiocorso con box che ti aiuta a comunicare in modo intimo, per salvaguardare le differenze e utilizzarle come risorsa per avvicinarci, piuttosto che metterci a distanza. E se hai qualche altra domanda, sai già dove trovarmi vero?

 

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.