Spesso, anche se ci costa ammetterlo, il giudizio degli altri ci condiziona. Probabilmente ci è stato consigliato che dovremmo fregarcene, e lo sappiamo anche noi, ma non riusciamo a farlo: quello che l’altro pensa e dice ha un impatto su di noi, ci tocca. E perché non dovrebbe?

Qualche volta però il meccanismo si inceppa e possiamo diventare iper-sensibili. Cosi tanto sensibili che il giudizio delle persone che ci stanno vicino diventa un sottofondo fastidioso che influenza il nostro umore e la nostra capacità di scegliere fidandoci di quello che pensiamo essere buono per noi.

 

Essere approvati a tutti i costi 

Piace a tutti e lo impariamo presto: essere approvati e ricevere delle ricompense per ciò che facciamo. L’approvazione, per quello che siamo o per quello che facciamo, genera piacere e, se questo tasto è stato molto sollecitato nella nostra storia, possiamo costruire un’associazione molto forte fra queste due esperienze fino a scambiare questa contingenza con una prova del nostro valore. 

Spesso per procurarci questa ricompensa (e rifuggire il giudizio dell’altro) siamo disposti a fare tante cose, molto faticose. A volte ci spingiamo a fare le cose molto bene, invitandoci ad essere perfetti e irreprensibili (per evitare appunto il giudizio dell’altro), altre volte evitiamo di esporci oppure finiamo per rinunciare a qualcosa che vorremmo noi cercando di mettere in primo piano le esigenze e i gusti l’altro.

 

Non è quello che ci dicono gli altri a farci soffrire ma quello che pensiamo noi in merito

C’è un giudizio esterno, quello dell’altro, e poi c’è sempre un giudizio interno, quello del nostro critico interiore. Non è quello che ci dicono gli altri a farci soffrire ma quello che pensiamo noi su quella data cosa. 

Pensaci bene: la critica attecchisce se il giudizio dell’altra persona si allea con una parte dentro di te, che approva o si mette in dubbio su quel dato aspetto.  Accorgerci di questo può essere un buon punto di partenza per imparare a sostenerci e perdonarci quando ci accorgiamo di non essere stati all’altezza delle nostre aspettative, elevate. Troppo siamo molto severi con noi stessi e siamo le prime vittime del giudizio, nostro. 

 

Se hai fatto qualcosa di sbagliato non vuol dire che sei sbagliato

Cosa ti succede dentro quando qualcuno ti critica? Può darsi che tu ti senti infastidito, irritato, attaccato, ferito, rifiutato per una valutazione che qualcuno fa sul tuo operato. Ma cosa mette in discussione di te quel giudizio? Cosa c’è per te di “personale” in quella valutazione?

Quando siamo ipersensibili ci sentiamo scoperti, sprovvisti di qualche strato di pelle necessario per ammortizzare quell’opinione o quel giudizio e possiamo scambiare una valutazione di un comportamento, con una critica alla nostra persona. Iniziare a distinguere questi due piani può esserti utile.

 

Il fatto che due criteri siano diversi non vuol dire che uno sia giusto ed uno sbagliato

Quando siamo ipersensibili finiamo anche per entrare in contraddittori che non hanno ragione di esistere. La critica arriva, dritta al centro del bersaglio, senza essere vagliata, in uno spazio di riflessione sereno dentro di noi.
I giudizi sono opinioni e valori del tuo interlocutore.
Ogni critica rivela i criteri della persona che valuta. Quindi, in altre parole quando ti senti valutato è come se l’altro ti dicesse “Riguardo a quest’aspetto tu non soddisfi il mio criterio di… (lavoro ben fatto, professionalità, coerenza, efficienza, ecc…) e non rispondi alle mie aspettative”. Chiedi al tuo interlocutore cosa intende per…lavoro ben fatto, professionalità ecc… Può darsi che avete semplicemente due riferimenti interni diversi. E alcune persone criticano quello che è diverso rispetto alle loro preferenze e i loro criteri, anziché dichiarare le loro preferenze.

Cosa fare allora quando ti senti ipersensibile al giudizio dell’altro?

Quando ti senti cosi scoperto e vulnerabile rispetto a questo tema, invitarti a fregartene non funziona. Forse è più utile stare ad ascoltare quale punto tocca dentro di noi quella critica e allenarci ad essere più gentili verso noi stessi: ammorbidire la nostra severità e scegliere cosa vogliamo cambiare davvero.

E adesso tocca a te: quali critiche attecchiscono dentro di te e come ti lasci condizionare? Riconoscere questi aspetti ti permette di entrare in contatto con te -senza lasciarti distrarre dall’altro- per scoprire come puoi stare a tuo agio con questo tuo pensiero o sentimento. Se la matassa è ingarbugliata e proprio non capisci perché ti tocca cosi tanto, possiamo scoprirlo insieme. In un incontro dal vivo o su Skype.

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.