In questo periodo dell’anno spesso iniziamo ad accusare il colpo e a sentirci stanchi, affaticati fisicamente e mentalmente, sovraccarichi e reagiamo meno bene allo stress. Ci sentiamo più sonnolenti, facciamo fatica a ritrovare quell’entusiasmo che ci aveva tanto caricati all’inizio dell’anno e che ora sembra aver lasciato il posto al desiderio di una vacanza.

È normale sentirsi stanchi dopo uno sforzo fisico o emotivo ma perché sia un segnale fisiologico “normale” occorre anche che ci sia la capacità per noi di recuperare l’equilibrio che avevamo prima del momento stressante. In questo caso la stanchezza è un segnale efficace che ci spinge a rallentare, a cambiare il ritmo, a fermarci. Se ci riposiamo infatti scompare.

Ma se non ci prendiamo mai un momento di recupero e continuiamo a lavorare “tirando avanti” guidati dal senso del dovere ecco che ci sentiremo sempre più tesi, deboli, già stanchi al risveglio, con continui mal di testa, difficoltà a concentrarsi e umore altalenante. Ti è capitato?

Molto probabilmente questa stanchezza che hai accumulato sta diventando cronica, tu provi a riposare ma niente, non passa. Ecco, se sei a questo punto è arrivato il momento di fermarti e riflettere. Questa stanchezza è un segnale di qualcos’altro, di un disagio fisico e/o psicologico (pensa che alcuni episodi di ansia o depressione attecchiscono proprio in questi momenti).

Non voglio allarmarti o preoccuparti, ma voglio invitarti ad occupartene, con cura e attenzione.

Cosa fare quindi se ti senti travolto dalla stanchezza?

1. La prima cosa utile è smettere di sottovalutare il problema e aumentare le conseguenze negative adottando le strategie che finora non hanno funzionato e cioè “resistere, stringere i denti”. Accorgersi della stanchezza e coglierla come segnale del fatto che il tuo corpo sta consumando più energie di quelle che riesce a recuperare è il primo passo per dare importanza al proprio corpo e a se stessi;

2. Seconda cosa importante è escludere che si tratti di un problema di tipo fisico facendo delle indagini mediche per accertarti che questa mancanza di energia e questo affaticamento non siano dovute a qualche causa organica;

3. Infine, prova a prendere in considerazione il fatto che il corpo sta raccontando qualcosa che ti riguarda nella tua interezza, rispetto a ciò che senti e che desideri. Come stai dissipando energie? A quante pressioni ti stai sottoponendo per fare tutto perfettamente? Cosa succederebbe dentro di te se potessi fermarti e ascoltarti? Cosa potresti scegliere di fare se potessi ascoltare solo quella voce lì? A volte dire di essere stanchi è l’unica cosa che possiamo raccontare senza vergogna perché veniamo compresi e troviamo facilmente sostegno. Ma qualche volta questa stanchezza copre un senso di insoddisfazione o di paura che hanno radice altrove e la stanchezza è solo quello che vediamo da fuori.

Nel frattempo però inizia da qui: dal fare meno e più lentamente. E se incontri difficoltà a farlo e vuoi metter luce su quali sono i meccanismi con cui te lo impedisci, sono qui per te.

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Psicologa delle relazioni interpersonali. Amo accogliere e accompagnare verso il cambiamento le persone che attraversano un momento critico.