Perché mi succede questo? Cosa devo fare?

Perché mi succede questo? Cosa devo fare?

All’inizio di un percorso individuale solitamente emergono due domande che le persone si fanno le persone che vogliono far luce su alcuni passaggi della propria storia. Sono due ottime domande, solo che secondo me vengono dopo un’altra, più utile in un primo momento.

La domanda sul perché

Alcune persone all’inizio sono più interessate a scoprire il motivo di quello che stanno vivendo e il perché fa così male. È capitato qualche volta anche a te? In quel momento il detective dentro di te è a caccia del suo momento di gloria. E infatti quando indaghi sul perché inizi a cercare dei responsabili, dei colpevoli, mentre in realtà avresti bisogno di comprendere il significato che quella sensazione, quel fatto, ha per te, in quel momento. E prima ancora, hai bisogno di capire bene cosa provi. Perché puoi aver ricevuto tante buone opinioni, spiegazioni, diagnosi fatte egregiamente dal signor Google… eppure non ti senti sereno, vero?

Percorso dal vivo – l’esperienza di Isa

Percorso dal vivo – l’esperienza di Isa

Oggi ti racconto l’esperienza di Isa che ha scelto di farsi aiutare intraprendendo un percorso dal vivo. La motivazione che l’ha spinta a fissare il primo colloquio è stato il desiderio di voler essere più sicura di se stessa. Voleva lavorare sulla propria autostima.

Questa richiesta iniziale era molto generica e vaga, ma passo passo abbiamo iniziato ad esplorare cosa volesse dire per lei essere più sicura di sè e attraverso quali meccanismi se lo stava impedendo. In questo modo abbiamo capito, assieme, quale fosse l’obiettivo del suo percorso.

Sfogarsi fa bene?

Sfogarsi fa bene?

Nei giorni scorsi mi sono ritrovata spesso a riflettere sulla tendenza, diffusissima e che sicuramente hai sperimentato anche tu, di provare ad uscire da una situazione di stress o di malessere facendo cose che ci permettano di sfogarci, per allontanare i pensieri e le preoccupazioni.

“Vado a correre per scaricare un po’” – “Per fortuna sono uscito/a con X, così mi sono sfogato/a” – “Ho bisogno di un colloquio con te per sfogarmi un po’, così mi aiuti a capire”.

Ma siamo davvero come vasi che una volta colmi vanno svuotati altrimenti traboccano? Cosa succede se non reagiamo impulsivamente ogni volta che abbiamo una patata bollente di emozioni dentro di noi? Se non scappiamo da quel caos di pensieri che ci ronzano in testa, cercando di buttarli via?
Sfogarsi fa davvero bene?

Panico vs controllo: come controllare le emozioni

Panico vs controllo: come controllare le emozioni

Spesso nel mio lavoro ascolto le esperienze di persone che si trovano a vivere delle emozioni sgradevoli intense e che, spinti dalla paura che questa felicità possa invalidare la loro vita chiedono aiuto.

Vivere un’esperienza di panico è molto spiacevole: ci si sente fortemente in pericolo e sopraffatti da una serie di sensazioni intense, che si vorrebbero allontanare subito e per sempre. Così la prima richiesta di aiuto di chi vive un attacco di panico è quella di voler imparare a controllare le emozioni.

Controllarle è in effetti l’esatto contrario della sopraffazione che si prova in quei momenti. Senza accorgersene però, questa persona ha già messo in atto delle strategie per tenerle a bada, e il chiedere aiuto a qualcuno è l’ultima spiaggia.

Quindi ecco la prima, grande notizia: controllare le emozioni intense come il panico non funziona.

E nel post di oggi ti aiuto a vedere quali sono le principali strategie di controllo che, spontaneamente, mettiamo in atto, così potrai riconoscerle subito in futuro. E poi ti propongo un’alternativa.

#dimmi di te | Come aiutare qualcuno senza fare la crocerossina? (VIDEO)

#dimmi di te | Come aiutare qualcuno senza fare la crocerossina? (VIDEO)

Nuovo appuntamento con #dimmidite, il salotto video dove rispondo alle vostre domande. Quella di oggi è di Katia che mi chiede: “Come posso aiutare le altre persone quando sono così indecise? È proprio vero che non dovremmo fare le crocerossine!”. Ti do qualche indicazione per fare luce sulla richiesta di aiuto dell’altro e, nel video ti rispondo con una storia, tratta dal libro “La principessa che credeva nelle favole”.

Crescere tra i complimenti, che fatica!

Crescere tra i complimenti, che fatica!

Sembrerà strano ma a volte anche crescere in un contesto ricco di lodi, complimenti, rinforzi e incoraggiamenti positivi può essere faticoso, e a volte dannoso. Un po’ come dare troppa acqua a certe piante: l’acqua è vitale ma troppa può essere fatale. Riconoscimenti sinceri ma al momento opportuno piacciono (quasi) a tutti e ci aiutano a costruire una buona autostima.

Come dire no gentili e accattivanti

Come dire no gentili e accattivanti

Per alcuni dire no è molto difficile. Per la paura di ferire l’altro, di risultare sgarbati o aggressivi, per il senso di colpa o per motivi che non riusciamo nemmeno a definire bene. E in genere infatti c’è molto altro sotto, perché se non hai imparato a farlo, molto probabilmente nel tuo passato c’è un motivo, magari un’esperienza sgradevole che hai avuto con questa parolina. Sia che tu abbia dovuto riceverla, sia che tu abbia dovuto fornirla a denti stretti.

Come (non) affrontare lo stress

Come (non) affrontare lo stress

Spesso ci riempiamo le giornate con una scorpacciata di attività, corriamo da un impegno e l’altro, siamo
costantemente protesi a conquistare degli obiettivi e dei risultati che desideriamo per noi, e ci stressiamo perché abbiamo paura di non raggiungerli oppure perché li raggiungiamo.
Tu come affronti lo stress?

Quando senti la parola stress sicuramente la colleghi a quello che significa per te nella tua vita quotidiana, oppure ti rievoca una specifica esperienza. A volte, nel linguaggio comune, attribuiamo la responsabilità di quello che proviamo proprio a una specifica esperienza: “il mio lavoro è stressante”, “quella persona mi stressa”. Ma se queste cose cambiassero tu ritroveresti serenità e relax? Forse sì, o forse no.

Non tutta l’ansia viene per nuocere

Non tutta l’ansia viene per nuocere

Spessissimo mi si chiede come cavarsela con l’ansia che assale all’improvviso. Come ti ho già raccontato qui, a volte sono sfoghi pieni di dubbi sul perché ci si senta in ansia e perché i suoi segnali facciano capolino quando meno ce lo aspettiamo, senza una motivazione ragionevole, perché non sembra ci sia un motivo valido.
In questo post voglio mettere i riflettori con te su quale sia l’utilità, il lato buono dell’ansia. Lo so che è una sensazione tanto spiacevole che è difficile credere che abbia gli aspetti positivi, ma fidati, ci sono davvero.