Non sottovalutare la stanchezza

Non sottovalutare la stanchezza

Sono tornata da poco dalle giornate intensive che conduco al termine dei percorsi di gruppo: sono momenti rigeneranti in cui sperimentiamo una qualità di riposo e di intimità che nella nostra routine non è cosi facile sperimentare. Le partecipanti continuavano a dire...
Il desiderio di leggerezza

Il desiderio di leggerezza

Abbiamo tutti un gran desiderio di leggerezza. Lo avvertiamo quando attraversiamo qualche esperienza personale pesante da affrontare o faticosa perché non più stimolante. Spesso è il desiderio che emerge anche nei primi colloqui dei percorsi individuali quando il disagio è pesante e chi arriva vorrebbe trovare sollievo sperimentando una sensazione di leggerezza e maggiore spontaneità per vivere con se stesso e con gli altri.
La leggerezza che desideriamo in effetti è un’alternativa alla costante preoccupazione che viviamo: siamo stressati, a volte vincolati e affaticati dai nostri impegni. Ci appesantiamo sovraccaricandoci di richieste esterne oppure possiamo essere sensibili ad una molteplicità di richieste interne (quanto pretendiamo da noi stessi? A quali condizioni ci consideriamo soddisfatti di noi? cosa ci diciamo quando sbagliamo o non otteniamo quello che desideriamo?)

Concedersi una pausa: perché è cosi difficile?

Concedersi una pausa: perché è cosi difficile?

Chi di noi non fantastica, soprattutto in questo periodo dell’anno, di concedersi del tempo libero per fare una pausa da tutti i doveri quotidiani e rilassarsi davvero? Sulla fantasia e sul desiderio, ci siamo. La cosa difficile poi è procurarcela davvero e riuscire a godere di quel tempo libero per riposarci e riprendere energie. Ma perché è cosi difficile? Raramente sono gli ostacoli logistici che ci impediscono di fermarci; ci sono altre ragioni, emotive, per cui spesso facciamo fatica a rallentare e dedicarci del tempo per noi, solo per noi. Vediamo quali sono.

Staccare la spina e rimanere connessi: si può?

Staccare la spina e rimanere connessi: si può?

Sei già in vacanza in qualche luogo magnifico? O stai aspettando con ansia quel momento? In ogni caso, questo periodo è un tempo privilegiato per fermarsi e rallentare.

Staccare la spina però non sempre coincide con riuscire a riposare davvero o a godersi la pausa.

Se siamo persone molto impegnate durante l’anno può essere davvero difficile trovarsi d’improvviso con una grande fetta di tempo libero tutto per noi. Può essere quasi disorientante e qualche volta può fare venire a galla qualche disagio. Accade anche che la testa continui ad andare a cento all’ora, o che tu ti accorga di riempire le tue giornate comunque a più non posso, impegnandoti sempre a fare qualcosa così da continuare ad imbottire anche il tempo di riposo di altre attività.

Tu ad esempio sei fra quelle persone che amano la vacanza super-organizzata o del tutto improvvisata? Deve essere piena di cose da fare e vedere o procedi all’avventura secondo lo spirito del momento?

Come prendersi una pausa senza sensi di colpa

Come prendersi una pausa senza sensi di colpa

Siamo quasi a metà luglio e io, da qualche anno a questa parte, in questo periodo sento proprio il bisogno
di un po’ di tempo per me, e di frenare gradualmente. Prima correvo a cento all’ora fino alla pausa nel mese di agosto e lì inchiodavo. Arrivavo sfinita e non riuscivo neanche a godermi il tanto agognato tempo per riposare.
Poi, finalmente ti concedi qualche giorno di ferie ma con la testa fai fatica a fermarti davvero, non sai proprio come prenderti una pausa. In questo post trovi qualche spunto per prepararla al meglio cosi da potertela godere senza sensi di colpa.

Sfogarsi fa bene?

Sfogarsi fa bene?

Nei giorni scorsi mi sono ritrovata spesso a riflettere sulla tendenza, diffusissima e che sicuramente hai sperimentato anche tu, di provare ad uscire da una situazione di stress o di malessere facendo cose che ci permettano di sfogarci, per allontanare i pensieri e le preoccupazioni.

“Vado a correre per scaricare un po’” – “Per fortuna sono uscito/a con X, così mi sono sfogato/a” – “Ho bisogno di un colloquio con te per sfogarmi un po’, così mi aiuti a capire”.

Ma siamo davvero come vasi che una volta colmi vanno svuotati altrimenti traboccano? Cosa succede se non reagiamo impulsivamente ogni volta che abbiamo una patata bollente di emozioni dentro di noi? Se non scappiamo da quel caos di pensieri che ci ronzano in testa, cercando di buttarli via?
Sfogarsi fa davvero bene?

Panico vs controllo: come controllare le emozioni

Panico vs controllo: come controllare le emozioni

Spesso nel mio lavoro ascolto le esperienze di persone che si trovano a vivere delle emozioni sgradevoli intense e che, spinti dalla paura che questa felicità possa invalidare la loro vita chiedono aiuto.

Vivere un’esperienza di panico è molto spiacevole: ci si sente fortemente in pericolo e sopraffatti da una serie di sensazioni intense, che si vorrebbero allontanare subito e per sempre. Così la prima richiesta di aiuto di chi vive un attacco di panico è quella di voler imparare a controllare le emozioni.

Controllarle è in effetti l’esatto contrario della sopraffazione che si prova in quei momenti. Senza accorgersene però, questa persona ha già messo in atto delle strategie per tenerle a bada, e il chiedere aiuto a qualcuno è l’ultima spiaggia.

Quindi ecco la prima, grande notizia: controllare le emozioni intense come il panico non funziona.

E nel post di oggi ti aiuto a vedere quali sono le principali strategie di controllo che, spontaneamente, mettiamo in atto, così potrai riconoscerle subito in futuro. E poi ti propongo un’alternativa.

Come (non) affrontare lo stress

Come (non) affrontare lo stress

Spesso ci riempiamo le giornate con una scorpacciata di attività, corriamo da un impegno e l’altro, siamo
costantemente protesi a conquistare degli obiettivi e dei risultati che desideriamo per noi, e ci stressiamo perché abbiamo paura di non raggiungerli oppure perché li raggiungiamo.
Tu come affronti lo stress?

Quando senti la parola stress sicuramente la colleghi a quello che significa per te nella tua vita quotidiana, oppure ti rievoca una specifica esperienza. A volte, nel linguaggio comune, attribuiamo la responsabilità di quello che proviamo proprio a una specifica esperienza: “il mio lavoro è stressante”, “quella persona mi stressa”. Ma se queste cose cambiassero tu ritroveresti serenità e relax? Forse sì, o forse no.